Il lago Piccolo di Monticchio cambia colore. Nella stagione fredda l'acqua di superficie si raffredda più di quella profonda: gli strati bassi risalgono, si ossidano e il bacino vira al giallo ruggine, mentre il lago Grande che gli sta accanto resta azzurro. Poi l'ossido di ferro, più pesante dell'acqua, torna sul fondo e il colore di prima si riprende il lago. I due specchi d'acqua occupano quel che resta del cratere del Vulture, un vulcano spento la cui ultima eruzione risale al Pleistocene superiore, 130.000 anni fa, e che ha continuato a dare segni di attività secondaria fino al 1820. La riserva regionale è stata istituita nel 1984, occupa 187 ettari a cavallo fra Atella e Rionero in Vulture ed è amministrata dalla Provincia di Potenza.
Cosa vedere
Intorno alla riva c'è una faggeta di bassa quota: il faggio arriva fin sull'acqua a 650 metri sul livello del mare, quota insolita per questa specie, e ci riesce per il microclima del cratere. In quel bosco, nel 1963, il ricercatore altoatesino Federico Hartig trovò la Brahmaea europaea, una falena con sette centimetri di apertura alare, unica specie della famiglia dei Brahmaeidi che viva in Europa. Le altre presenze animali sono in gran parte quelle che popolavano la Lucania prima dell'antropizzazione del Novecento: quasi le stesse specie del Pollino, su una superficie molto più piccola.
L'acqua in qualche punto supera i 30 metri di profondità e dalla riva si intravede sott'acqua una vegetazione algale fittissima. Secondo i rilievi dell'Arpa Basilicata del 2017 sono autoctone l'anguilla, la tinca e il granchio d'acqua dolce; il pesce persico è arrivato per transfaunazione dal distretto padano-veneto, mentre persico trota, gambusia e carpa sono estranei al bacino. Sopra la sponda sta l'abbazia di San Michele Arcangelo, scavata nel tufo.
La visita
La riserva ricade nel territorio comunale di Atella, e il fronte lago è il punto d'arrivo di chiunque salga a Monticchio: qui ci sono le bancarelle e un piccolo molo dove si noleggiano i pedalò. Guardate per prima cosa il colore dell'acqua e il punto in cui i faggi toccano la riva; l'abbazia scavata nel tufo, che sta più in alto, conviene tenerla per ultima.
Il consiglio della redazione
Se potete scegliere, venite d'inverno e mettetevi dove si vedono i due laghi insieme: è l'unico momento in cui il confronto funziona, con il Grande azzurro e il Piccolo giallo ruggine. Dal pedalò, invece, guardate in basso: la vegetazione algale si distingue a occhio nudo sotto il pelo dell'acqua.
