L'abside della chiesa di Santa Maria del Poggio finisce a strapiombo su una rupe. L'edificio occupa per intero la sommità del colle che a Rivello chiamano il Poggio e, visto da lontano, ha il profilo di una fortezza più che di una parrocchia. La costruzione originaria però non è questa: sta ai piani sottostanti ed è la cappella di San Giovanni, che risale all'alto medioevo. Nel corso del XVIII secolo la chiesa fu ampliata e sopraelevata, e l'antica cappella finì inglobata al livello inferiore invece di essere demolita. Per secoli Santa Maria del Poggio fu la parrocchia di rito greco di Rivello, quella del quartiere basso, i cui abitanti erano chiamati bardàsci, mentre all'altro capo del paese San Nicola di Bari teneva il rito latino.
Cosa vedere
L'interno venne rimaneggiato in forme barocche dopo la sopraelevazione settecentesca, ma conserva due pezzi più antichi della veste attuale: un fonte battesimale del XVI secolo e un polittico del XVII secolo. Sono gli oggetti che hanno attraversato tutte le trasformazioni dell'edificio, dalla cappella altomedievale alla chiesa-fortezza di oggi.
L'altra cosa da guardare è la struttura in sé, che si legge meglio da fuori che da dentro: la chiesa cresce su più livelli perché è stata alzata sopra quella vecchia e non al suo posto, e il fianco absidale arriva fino al bordo della roccia senza nessuno spazio di rispetto.
La visita
Una premessa necessaria: la chiesa è chiusa per restauro a causa dei danni del terremoto del 9 settembre 1998, che in questa parte della Basilicata colpì duramente gli edifici storici, e la riapertura dipende dall'avanzamento dei lavori. Per ora la visita si fa dall'esterno, e non è poco: conviene salire a piedi dal quartiere basso e girare intorno all'edificio fino al lato dell'abside, che è il punto in cui il rapporto fra la muratura e la rupe si capisce davvero.
Il consiglio della redazione
Prima di salire al Poggio fermatevi su due nomi che trovate nella toponomastica del paese, Piazza dei Greci e Fonte dei Lombardi: raccontano la stessa vicenda di questa chiesa. I greci sarebbero arrivati dalla vicina Velia dopo la distruzione saracena, i longobardi si erano stanziati dopo le invasioni barbariche, e le due comunità si spartirono Rivello in due quartieri con due parrocchie e due riti. Da quassù, con San Nicola di Bari all'estremo opposto dell'abitato, quella divisione la vedete a occhio nudo.
