San Tommaso d'Aquino, patrono di primavera
📅 Ogni anno, il 7 marzo
Falerna festeggia san Tommaso d'Aquino il 7 marzo, nella chiesa a lui dedicata.
Falerna conta 3.801 abitanti sulle pendici del monte Mancuso, e il nome verrebbe da un vino che i romani facevano da queste parti, il Falerno. È un paese costruito apposta: il terremoto del 1638 devastò i feudi dei d'Aquino — nel solo Castiglione ci furono più di cento morti — e la principessa Giovanna Battista d'Aquino, per fermare l'esodo dei suoi contadini, raccolse quassù pastori e agricoltori dei dintorni e li convinse a trasformare i pagliai in case di muratura.
La creatura ha superato la madre: alla fine del Settecento Falerna aveva il doppio degli abitanti di Castiglione Marittimo, e nel 1816 a Castiglione fu tolto il ruolo di capoluogo per darlo a lei. Castiglione oggi è una frazione di Falerna. Poi è venuta l'emigrazione: fra le 956 vittime del disastro minerario di Monongah, in Virginia Occidentale, nel 1907 — il più grave che gli Stati Uniti abbiano mai avuto — ce n'erano diverse partite da qui, e il comune ha contribuito al monumento che laggiù ricorda le vedove dei minatori.
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📅 Ogni anno, il 7 marzo
Falerna festeggia san Tommaso d'Aquino il 7 marzo, nella chiesa a lui dedicata.
📅 Ogni anno, l'8 settembre
Falerna rinnova la festa di san Tommaso d'Aquino l'8 settembre.
Dolce fino a finire nel gelato, coltivata su una striscia di costa tirrenica: la cipolla rossa di Tropea Calabria è Indicazione Geografica Protetta dal 2008.
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Fuori da Falerna, ma a portata di gita.