Motta San Giovanni

Provincia: Reggio Calabria · Regione: Calabria · Abitanti: 6.122 · CAP: 89065

Il nome compare per la prima volta in un documento del 1412: allora era un villaggio che dipendeva da Santo Niceto e prendeva il nome dal monastero di San Giovanni Teologo. Quando nel 1465 gli Aragonesi fecero cadere Santo Niceto, il villaggio ne ereditò l'autonomia l'anno dopo, e del castello di Sant'Aniceto, bizantino e poi normanno, restano le mura in vista sullo Stretto. Gli abitanti però raccontano un'altra origine: nel Cinquecento, durante uno dei tanti attacchi dei Turchi, il paese fu difeso con accanimento da un cavaliere di nome Giovanni, e per loro uno così non poteva che essere un santo.

La luce elettrica arrivò prestissimo, e per merito di un privato. Tra il 1912 e il 1913 un cittadino, Carmelo Catalano, costruì una centrale idroelettrica sfruttando le acque del territorio e tirò un elettrodotto fino all'abitato: Motta ebbe le lampadine mentre nei paesi vicini ci si illuminava ancora a olio e a petrolio. Nel 1915 arrivò anche il primo mulino elettrico per i cereali, con le macine importate dalla Francia perché avevano una qualità precisa, non lasciavano terriccio nella farina. L'altro mestiere del paese è la pietra reggina, il calcare tenero da costruzione che si cava in contrada Sarto e sul promontorio di Capo dell'Armi.

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