Villa Literno

Provincia: Caserta · Regione: Campania · Abitanti: 10.715 · CAP: 81039

Questo comune porta il nome di un posto che sta altrove. Fino al 1927 si chiamava Vico di Pantano, dalla zona acquitrinosa che lo circondava; quando il fascismo soppresse la provincia di Terra di Lavoro e lo spostò in quella di Napoli, la cittadina prese il nome di Villa Literno, che richiama il sito archeologico di Liternum — il quale però si trova sulle rive del lago Patria, in una frazione di Giugliano in Campania, cioè in un altro comune. In epoca romana la località si chiamava Vicus Feniculensis, dalle prime colture della zona, destinate alla produzione del fieno, e la via Feniculense ne conserva ancora il nome; si suppone che sia stata eretta a diocesi in epoca costantiniana e che, con Cuma e Atella, fosse una delle sedi episcopali incorporate nel 1053 nella diocesi di Aversa. Dopo il 1268 Carlo I d'Angiò promosse la costruzione del castello, come riserva di caccia; del maniero restano i ruderi di quello eretto verso il 1460. Per il resto, la storia di questa pianura è la bonifica: cominciata dal viceré Pedro Álvarez de Toledo, è proseguita per secoli e non è ancora finita.

Nel dopoguerra le terre bonificate fecero di Villa Literno una delle capitali dell'agricoltura intensiva, soprattutto del pomodoro, e uno dei principali poli di immigrazione straniera in Italia: arrivavano in molti, per lo più africani, a cercare lavoro come braccianti. Lavoravano sotto il caporalato e alloggiavano in ricoveri di fortuna, casolari privi di servizi, che a poco a poco diventarono quello che tutti chiamavano il ghetto; e la convivenza con la popolazione locale prese presto forme conflittuali. Nel 1989 Jerry Masslo, rifugiato sudafricano impegnato nella raccolta del pomodoro, fu ucciso in una sparatoria durante una rapina ai danni degli immigrati: il caso ebbe un'eco enorme nell'opinione pubblica italiana e si chiuse con i funerali di Stato. Nel 1994 il ghetto fu distrutto da un incendio doloso, che il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro definì un «incendio di Stato».

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