Il nome di questo paese è una distanza. Lungo la via Iulia Augusta, dove oggi c'è Terzo, stava una pietra miliare che segnava tre miglia romane da Aquileia: da lì il nome latino dell'abitato, Ad Tertium, e da lì il nome di adesso. La pietra miliare, infatti, è sullo stemma del comune. Di qui passavano due grandi strade romane, la via Annia e la via Postumia, che andavano tutte e due ad Aquileia, e il paese esisteva già allora. Anche i confini sono fatti d'acqua che corre verso la stessa città: il fiume Terzo, con i canali Anfora e Morona, divide il comune da Aquileia, l'Ausa lo divide da Torviscosa, e la laguna da Grado.
Nel 1800 la ricca famiglia dei Vianello, proprietaria del palazzo che oggi è la sede del comune, istituì un proprio autogoverno cittadino. Quel palazzo, profondamente trasformato nel Settecento, resta l'edificio più notevole insieme alla chiesa di San Biagio, neoclassica, costruita nel 1843 e consacrata l'8 novembre 1846, che nell'abside conserva una Trinità con cori di angeli dipinta da Sebastiano Santi; e insieme alla chiesa di San Martino, nell'omonima frazione, più piccola ma con più storia alle spalle. Lungo la via Iulia Augusta, in un parco pubblico, stanno i totem monumentali di Luciano Ceschia. Qui si parla friulano, nella variante goriziana, e la terra è terra di vino: il territorio fa parte della Strada del vino di Aquileia. La festa del paese, però, è quella della zucca, che si tiene a San Martino il sabato e la domenica della terza settimana di ottobre.