Cattedrale di San Francesco d'Assisi
La cattedrale di Civitavecchia, con la facciata barocca a due ordini e le statue della Fede e della Giustizia.
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La cattedrale di Civitavecchia, con la facciata barocca a due ordini e le statue della Fede e della Giustizia.
La fortezza cinquecentesca del porto di Civitavecchia, voluta da Giulio II e completata da Sangallo.
Le Terme Taurine, dette anche Terme di Traiano, sono un grande complesso termale romano su una collina isolata a circa quattro chilometri da Civitavecchia. Sorsero in età repubblicana su sorgenti di acqua calda sulfurea e furono ampliate enormemente tra il 123 e il 136, sotto Adriano. Il poeta Rutilio Namaziano, che le visitò nel 416, racconta che il nome veniva da un toro che, raspando la terra prima di una lotta, avrebbe fatto sgorgare la sorgente; secondo un'altra ipotesi il nome ricorderebbe Tito Statilio Tauro, generale di Augusto.
Il sito ha due grandi aree. Nelle terme repubblicane si entra da un atrio con un mosaico a stelle e rombi; accanto a una grande esedra c'è la sala più antica, un bagno circolare con cupola che sotto Adriano fu trasformato in laconicum, un bagno a calore secco, con un nuovo pavimento sostenuto da pilastrini. Il calidario, diviso da due file di colonne in travertino come una basilica, aveva una grande vasca centrale e tre vaschette laterali; nell'abside di fondo c'è un altare di marmo con una dedica in greco alle Ninfe, posta da Alcibiade, un liberto di Adriano.
Le terme imperiali sono ancora più grandi. Il grande calidario, di circa ventitré metri per nove, era occupato quasi tutto da una piscina rivestita di marmo bianco, alimentata con acqua termale; nicchie quadrate e semicircolari alleggerivano le pareti e lasciavano entrare la luce. C'erano anche una biblioteca con pavimento di porfido e nicchie per i rotoli, negozi e almeno cinque latrine singole simili a quelle di Villa Adriana. Le terme restarono in uso fino alla metà del VI secolo: nel 593 ne scrive papa Gregorio Magno.
Le terme sono in un parco archeologico, riaperto al pubblico nel 2020 dopo i restauri, che ospita anche eventi musicali e artistici. Orari e biglietti vanno verificati prima.
Nel 1770 lo Stato Pontificio avviò i primi scavi e sistemò accanto un giardino all'italiana, che si vede ancora oggi.
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