Il cantiere di restauro aperto nel 1986 ha riportato alla luce, sotto gli intonaci della chiesa di Santa Maria Assunta, cicli di affreschi che occupano gran parte delle pareti: uno dei complessi pittorici più interessanti dell'imperiese, rimasto invisibile per secoli. L'impianto romanico risale al XII-XIII secolo, mentre il campanile che le sta accanto è barocco.
Cosa vedere
Il dipinto più antico è un san Cristoforo frontale, fisso, immobile: secondo Manfredini richiama le icone greche e ha parenti stretti nella pieve di Santa Maria della Ripa a Pieve di Teco e nel Cristo Pantocratore della parrocchiale di Ormea. Lo dipinse un pittore ligure-piemontese rimasto anonimo, fra XIV e XV secolo, con quasi un secolo di anticipo sulla bottega che coprì le pareti con la vita di Gesù e Maria: il racconto parte dal sacrificio di san Gioacchino al tempio e si chiude con la Resurrezione, Cristo che esce dal sepolcro con lo stendardo crociato in mano. L'attribuzione di quegli affreschi ad Antonio da Monteregale, ripetuta a lungo, è da respingere.
In una nicchia della parete destra si apre un polittico che ricalca per stile e composizione la pala dipinta da Carlo Braccesco nel 1478 per il santuario di Montegrazie: al centro la Madonna in trono con il bambino, ai lati san Giovanni Battista e santa Chiara, nel registro superiore il Cristo in pietà fra san Sebastiano, un santo monaco, sant'Anna Metterza e san Nicola. Sulla parete cieca di fronte al presbiterio sono esposti due polittici cinquecenteschi: una Madonna con il bambino della cerchia dei Brea, attivi fra Liguria e contea di Nizza, e una Santa Lucia e santi vicina alla cerchia di Agostino Casanova. All'esterno l'abside conserva un'archeggiatura continua su peducci figurati a protome, le monofore, gli archetti con la cornice e la finestrella a croce del timpano: elementi romanici, non gotici.
La visita
La chiesa sta nel centro storico, fra via delle Torri e piazza Giudice, a poca distanza dalla parrocchiale di San Nicola di Bari. Diano Castello occupa un colle sopra la piana che scende verso Diano Marina e Cervo: dalla costa si sale in pochi minuti con la strada provinciale 37, poi il borgo si gira a piedi. Un orario di apertura pubblicato non esiste, e se la porta è chiusa conviene chiedere in parrocchia.
Il consiglio della redazione
Prima di entrare facciamo il giro esterno dell'abside: i volti scolpiti sui peducci si leggono solo da fuori, e con la luce bassa del pomeriggio risaltano molto di più. Dentro cerchiamo per primo il san Cristoforo e solo dopo il ciclo quattrocentesco: fra i due passa quasi un secolo, e il modo di costruire le architetture e le prospettive dipinte cambia in maniera visibile a occhio nudo.
