Nella biografia di Dante scritta da Boccaccio compare un episodio che gli studiosi giudicano inverosimile e che nessuno ha mai voluto lasciar cadere: il poeta, in partenza per la Francia, avrebbe affidato a frate Ilaro, monaco di Santa Croce del Corvo, il manoscritto dell'Inferno perché lo recapitasse a Uguccione della Faggiola, riservando poi il Purgatorio a Moroello Malaspina e il Paradiso a Federico d'Aragona, re di Sicilia. Vero o no, il monastero è oggi sede del Centro lunigianese di studi danteschi. Sorge sul promontorio di Santa Croce, sopra Bocca di Magra, dove una cappella con un crocifisso ligneo esisteva già prima dell'anno 1000.
Cosa vedere
Il monastero nacque nel 1176 per volontà di Pipino Arrighi, vescovo di Luni, che il 2 giugno donò a un “monaco de Corvo” 32 giove di terra sul promontorio. I lavori corsero veloci e nel 1186 il complesso passò ai benedettini di San Michele di Pisa. Nel Trecento tutto venne abbandonato, crocifisso compreso; solo nel Seicento un restauro che coprì l'abside restituì la chiesa al culto.
Nella cappella seicentesca si conserva la Santa Croce che dà il nome al luogo: un Cristo ligneo in stile romanico-bizantino, datato fra il X e il XII secolo, la cui storia si intreccia con quella della Reliquia del Preziosissimo Sangue custodita nella concattedrale di Sarzana. Attorno alla chiesa restano il parco monumentale e il castelletto neogotico voluti dai Fabbricotti, industriali del marmo che nella seconda metà dell'Ottocento comprarono l'intera area e ne fecero la propria dimora.
La visita
Dopo il fallimento dei Fabbricotti, verso la metà del Novecento la proprietà fu rilevata dal Monte dei Paschi di Siena e passò ai carmelitani scalzi della Provincia ligure per iniziativa del cardinale Anastasio Alberto Ballestrero: da allora è casa di ritiri spirituali e di ospitalità. Non è dunque un museo, e conviene tenerlo presente: si sale da Bocca di Magra per via Santa Croce, si arriva a piedi tra i pini e vale la pena verificare in anticipo gli orari di apertura della chiesa, che seguono la vita della comunità.
Il consiglio della redazione
Andateci nel tardo pomeriggio, quando la luce entra bassa dal fondo della navata e il crocifisso smette di sembrare una didascalia. Poi uscite sul terrazzamento davanti al mare: sotto c'è la foce del Magra, di fronte le Apuane bianche di cave. È la stessa vista che qualcuno, nel Duecento, giudicò abbastanza importante da metterci dentro Dante.
