Nella cappella a sinistra, all'inizio della navata, per anni è stata appesa una Crocifissione attribuita a Pieter Brueghel il Giovane, forse copia di una tavola del padre andata perduta. La cosa che colpisce è il conteggio: sul monte Calvario le croci sono quattro, non tre, dentro un paesaggio fiammingo che con la Val di Magra non c'entra niente. Donata da una famiglia facoltosa e nascosta durante la seconda guerra mondiale per sottrarla alle razzie, la tavola fu rubata nel 1981 e recuperata dai Carabinieri qualche mese dopo. Oggi è custodita altrove, in un luogo più sicuro.
Cosa vedere
La chiesa attuale è seicentesca, tardo rinascimentale, cresciuta sui resti di un edificio di culto precedente. Sulla facciata barocca il portale porta un bassorilievo del 1671 con la Maddalena penitente e il donatore che lo fece scolpire. Dentro, tre navate separate da otto colonne di marmo di Carrara che secondo alcune fonti arrivano dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Luni; il coro fu montato nell'Ottocento riusando materiale dell'antico palazzo vescovile del paese. La volta è affrescata da Luigi Agretti, pittore spezzino, e sopra l'ingresso sta un organo Serassi dell'Ottocento.
Gli altari meritano un giro lento. Nella navata destra, al terzo altare, un bassorilievo dei primi del Cinquecento mostra il Crocifisso con la Vergine e le pie donne. Nell'abside le sculture del carrarese Francesco del Mastro: la Madonna della Neve in trono col Bambino, con la Maddalena e san Giovanni Evangelista ai fianchi. A sinistra del presbiterio una Crocifissione a lungo data ad Antoon van Dyck e oggi ricondotta piuttosto a un suo seguace genovese. Nella navata sinistra la Madonna del Suffragio di Domenico Fiasella, affiancata da un rilievo del 1772 e da un bassorilievo del 1667 con san Bartolomeo, santo Stefano e san Girolamo.
La visita
La chiesa sta in piazza del Parlamento, in cima al borgo di Castelnuovo Magra, a pochi passi dalla torre del castello dei vescovi di Luni. Dal casello di Sarzana ci vuole una decina di minuti, ma l'auto va lasciata nei parcheggi sotto il paese: il centro storico è un'unica strada stretta. È una parrocchia in attività del vicariato della Bassa Val di Magra, quindi apre per le funzioni e resta accessibile in buona parte della giornata; nei mesi freddi conviene puntare alla mattina.
Il consiglio della redazione
Cercate il dipinto di San Fedele, patrono del paese, al secondo altare: il santo è in primo piano, ma quello che conta è lo sfondo, dove un pittore del Settecento ha ritratto Castelnuovo Magra com'era allora. Confrontatelo con il profilo del borgo che avete appena percorso per salire: cambia meno di quanto vi aspettate. Poi, uscendo, fermatevi in piazza e guardate a ovest, verso la piana di Luni.
