Casciotta d'Urbino
Latte di pecora e di vacca, stagionato venti-trenta giorni: la casciotta d'Urbino, il formaggio preferito di Michelangelo, è DOP dal 1996.
Leggi la scheda →Vallefoglia è nata il primo gennaio del 2014 dalla fusione di Colbordolo e Sant'Angelo in Lizzola, e la fusione fu approvata da poco più del settantasei per cento dei votanti: una maggioranza larghissima, che nelle vicende dei comuni nuovi non è affatto la regola. Il nome non viene da nessuno dei due paesi ma dal fiume che li separa e li unisce, il Foglia. Anche lo stemma, concesso nel 2015, è un conteggio delle parti più che un simbolo: il castello ha due torri, una per il castello di Colbordolo e una per quello di Sant'Angelo, e la fascia che lo attraversa è il fiume, con la ginestra a rappresentare il territorio. Chi guarda l'arma sa subito da quante cose è fatto il comune, e non c'è nessun fondatore e nessuna battaglia.
Su una cosa, però, la fusione non ha potuto niente: il confine della Chiesa. Il territorio di Colbordolo ricade sotto l'arcidiocesi di Urbino, quello di Sant'Angelo in Lizzola sotto quella di Pesaro, e i due pezzi del comune restano divisi fra due diocesi diverse, come prima. Il comune è sparso, le case stanno in borghi separati, e uno di questi, Montefabbri, è fra i borghi più belli d'Italia, con la parrocchiale cinquecentesca di San Gaudenzio in cima. A Montecchio, un'altra frazione, gioca una squadra femminile di pallavolo che milita nella massima serie nazionale, il che per un comune di questa taglia è una sproporzione simpatica. E il comune fa parte delle Città dell'Olio.
Latte di pecora e di vacca, stagionato venti-trenta giorni: la casciotta d'Urbino, il formaggio preferito di Michelangelo, è DOP dal 1996.
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Fuori da Vallefoglia, ma a portata di gita.