Il patrono di Palata è san Rocco, festeggiato il 16 agosto, nella chiesa a lui dedicata, che faceva parte di un complesso francescano oggi distrutto a causa dell'invasione turca del 1556: nell'incendio andò perduto anche il Crocifisso di Anagni, donato a Ottavio Ionata. La chiesa, restaurata nel 1890 e di nuovo nel 1945 dopo i danni della guerra, si presenta oggi in stile settecentesco, con un portale architravato in pietra e una torre campanaria a cuspide.
Fino al XVII secolo sopravvisse una frazione di origini normanne chiamata Santa Giusta, poi abbandonata dopo il grande attacco ottomano. Danneggiato dai terremoti, quello distruttivo del 1456, noto come «Gradina», e poi da quello del 1663, il territorio di Palata fu ripopolato da comunità slave in fuga dall'Impero ottomano, lo stesso fenomeno che interessò altri comuni della costa molisana nei dintorni di Termoli: nel 1531, queste popolazioni ricostruirono il borgo quasi abbandonato, il cui simbolo divenne la chiesa di Santa Maria La Nova. Del centro medievale, distrutto dal sisma, restano oggi solo alcune case e la torre circolare del palazzo ducale, accanto alla chiesa parrocchiale.