La chiesa di San Giuseppe sta sulla piazza principale di San Damiano ed è una delle maggiori costruzioni barocche del Piemonte. Ospitò da sempre la confraternita di San Giuseppe, detta Compagnia degli Angeli, istituita nel 1563: dal 1565 la sede era accanto alla torre dell'orologio pubblico, e la ricostruzione in forme barocche andò dal 1700 al 1715.
Cosa vedere
La facciata è slanciata verso l'alto per ragioni di spazio, e tutto punta al portale ligneo e alla finestra centrale a quattro lobi. Sopra si alza un tiburio ottagonale: ogni lato ha un'apertura a tutto sesto da cui si vedono pezzi di cupola, rivestita di tremila squame di cotto in tre colori, rosso, giallo e verde. In cima una lanterna a sei aperture con il suo cupolino. A destra della facciata il campanile comunale, progettato da Filippo Castelli sopra l'antica torre dell'orologio, arriva alla stessa altezza della cupola.
La visita
La pianta è fatta di due ellissi, la maggiore per il corpo della chiesa e la minore per il coro, con in mezzo un rettangolo dove sta l'altare maggiore. La cupola racconta la vita di san Giuseppe in quattro scene, e il tamburo che la sostiene ha otto finestroni: quattro veri e quattro dipinti a trompe-l'oeil. Tutti gli affreschi sono dei fratelli Pietro e Antonio Pozzi di Bergamo, che ci lavorarono quattro anni, dal 1741 al 1744.
Il consiglio della redazione
Guardate i pennacchi: ci sono i quattro continenti allora conosciuti, personificati da figure femminili sulle nuvole. L'Europa tiene la croce, le chiavi e una cornucopia, con libri e carte musicali ai piedi; l'Asia porta piume, profumi, coralli e pietre preziose; l'America è una cacciatrice seminuda con una freccia in mano; l'Africa è l'unica con la carnagione scura, e ai suoi piedi ci sono un leone e uno schiavo incatenato. È il mondo come lo vedeva chi pagava l'affresco, e conviene guardarlo per quello che è.
