Cosa vedere · Trani

Altri punti di interesse

  • Ipogeo di Santa Geffa

    L'ipogeo di Santa Geffa, o chiesa rupestre di Santa Geffa, è una struttura architettonica paleocristiana di datazione incerta, nel territorio di Trani, a circa tre chilometri dal centro abitato. Dal 1998 il sito è compreso in un omonimo Parco archeologico gestito da una cooperativa sociale.

    Cosa vedere

    Si tratta di un ipogeo ricavato nel tufo del suolo, diviso in tre navate con absidi; la volta dell'abside centrale manca quasi del tutto, a causa di un crollo avvenuto in passato. La pianta è a croce greca, scandita da sei pilastri cruciformi. È preceduto da una modesta necropoli, con sepolcri vuoti.

    Gli studiosi lo fanno risalire in alternativa al III, al IV, al VII o all'XI secolo. Anche l'origine del nome è incerta, perché non esistono tracce di una santa di nome Geffa: si è ipotizzata una dedica a san Pietro, che in aramaico è Kefa, da cui «Geffa», per un suo supposto passaggio nella zona durante il viaggio verso Roma; in alternativa il riferimento sarebbe a santa Genoveffa.

    La visita

    L'ipogeo si trova a circa tre chilometri dall'abitato di Trani, nel Parco archeologico di Santa Geffa, gestito da una cooperativa sociale. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati con il Parco.

    Il consiglio della redazione

    Il Comune di Trani pubblica sul proprio sito una scheda del Parco archeologico di Santa Geffa, dove cercare le informazioni aggiornate sulla visita.

  • Castello svevo

    Il Castello Svevo di Trani fu edificato nel 1233 sotto il regno di Federico II di Svevia ed è uno dei più importanti e meglio leggibili tra i castelli federiciani, malgrado alcune trasformazioni che ne hanno in parte modificato l'assetto originario. Sorge su un banco roccioso al centro della rada di Trani, in un fondale basso che lo proteggeva dagli assalti dal mare, di fronte alla Cattedrale.

    Cosa vedere

    La pianta è incentrata sull'edificio castellare vero e proprio, un quadrato di circa quarantotto metri di lato, con quattro torri angolari quadrate: le due verso il mare, le minori, conservano l'altezza originaria di circa trenta metri, mentre le due maggiori verso terra furono abbassate nel Cinquecento. Le pareti esterne sono di grossi blocchi di pietra di Trani con bugne in forte rilievo, coronate da una merlatura piana con frecciere; un muro fortificato, l'antemurale, cinge l'intero castello e forma tre cortili minori esterni, ed è circondato da un fossato largo circa venti metri, in comunicazione con il mare. Due bastioni, uno a punta di lancia a sud-ovest e uno quadrato a nord-est, furono aggiunti nel Cinquecento per la difesa a fuoco radente. Al piano terra del bastione di nord-est è allestito il Museo del Castello, con i reperti in pietra e in ceramica trovati negli scavi dei restauri.

    Nello stesso sito sorgeva una torre del X-XI secolo, i cui resti sono stati trovati sotto il pavimento dell'androne orientale; un castello più antico, voluto dal re normanno Ruggero II, fu distrutto nel 1137. L'attuale fu iniziato nel 1233 per ordine di Federico II e le opere furono completate nel 1249 su progetto di Filippo Cinardo, conte di Acquaviva e Conversano, gran conestabile e ingegnere militare dell'imperatore. Vi soggiornò spesso Manfredi, che il 2 giugno 1259 vi sposò con grande sfarzo Elena Comneno; dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento la regina fu catturata dagli angioini con i figli e imprigionata nello stesso castello. Sotto gli angioini fu un importante centro amministrativo e una vivace sede di corte: nel 1268 vi si tennero le nozze di Carlo I d'Angiò con Margherita di Borgogna, e dal 1268 fino alla morte, nel marzo del 1279, vi fu imprigionata la contessa di Caserta Siffridina, consuocera di Federico II, che aveva favorito Corradino di Svevia. La leggenda di Armida, il fantasma del castello, sembra modellata su di lei, perché non esiste alcun documento su una dama di questo nome. Dal 1533, sotto Carlo V, il castello fu adattato per resistere alle armi da fuoco; divenuto poi carcere centrale provinciale, servì come tale fino al 1974, e dal 1979 è stato restaurato: è aperto al pubblico dal 5 giugno 1998.

    La visita

    Il castello si trova a Trani, sul mare, di fronte alla Cattedrale. Le fonti consultate non riportano orari né tariffe: vanno verificati.

    Il consiglio della redazione

    Nel castello è conservato un plastico in legno, sughero e gesso, realizzato intorno alla metà del Settecento da Giovanni Carafa, duca di Noja, che documenta l'aspetto del castello prima dei lavori ottocenteschi.

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