Sant'Antonio di Padova, patrono nella terra del Palazzo Baronale
📅 Ogni anno, la prima domenica di agosto
Monteroni di Lecce festeggia sant'Antonio di Padova la prima domenica di agosto.
La spiegazione più probabile del nome è che sia un composto di monte e di tirone, e che tirone, da una parola latina tarda, significasse già di suo un'altura: il nome dice altura due volte. È successo perché nel medioevo si è persa la coscienza di cosa volesse dire tirone, la parola è stata presa per un nome proprio, e si è sentito il bisogno di metterle davanti il sostantivo comune. L'altra spiegazione, quella che sta anche nello stemma, è che qui i romani addestrassero le reclute — mons tyronum, il monte dei tironi — e sono state trovate monete che ci si accordano. Sulle carte antiche il paese è Monterone, o Monteroni, e su una di esse, per una svista di chi copiava, Materane.
Nella chiesa matrice, che è del Trecento, due vetrate sono incastonate nel pavimento della navata centrale, e da lì si guarda giù dentro un ossario i cui affreschi sono datati al Duecento. La chiesa conserva anche un sant'Antonio d'argento del 1777 e il cranio di uno dei martiri di Otranto. Nel 1250 Federico II concesse il casale a una famiglia feudale, e i baroni che vennero dopo costruirono il palazzo, la torre dell'orologio e due cappelle. La feudalità fu abolita nel 1806 e il feudo con essa — ma qui, come in molti paesi del sud, i feudatari continuarono a esercitare il loro potere per quasi un altro secolo. Oggi nel territorio del comune sta una parte del campus universitario del Salento, e dal 2003 Monteroni ha il titolo di città.
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📅 Ogni anno, la prima domenica di agosto
Monteroni di Lecce festeggia sant'Antonio di Padova la prima domenica di agosto.
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Fuori da Monteroni di Lecce, ma a portata di gita.