San Trifone, patrono e festa cittadina l'11 febbraio
📅 Ogni anno, l'11 febbraio, ancora oggi festa cittadina
Pulsano festeggia san Trifone l'11 febbraio, ancora oggi festa cittadina.
Nel 1407 Maria d'Enghien, contessa di Lecce e principessa di Taranto, e Ladislao di Durazzo, re angioino di Napoli, si erano appena sposati. Passata la prima notte di nozze a Taranto, vennero qui in viaggio di nozze, ospiti del barone Marino De Falconibus: soggiornarono nel castello, incontrarono i baroni del Salento, si divertirono con la caccia al cinghiale, passeggiarono per le vie del paese e la sera assistettero alle sfide al gioco del polso fra i soldati pulsanesi e i cittadini. È proprio quel gioco la spiegazione più accreditata del nome del paese: Pulsano verrebbe da «ab insigni abitantium pulsu», dal polso forte degli abitanti, e dagli antichi tornei di polso sano — quello che oggi si chiama braccio di ferro — che i nobili e i benestanti organizzavano a Natale, a Pasqua e certe volte nei periodi della vendemmia e della mietitura, fra i soldati e i cittadini più forti; e si sostiene che i greci, sbarcando qui, trovarono che il gioco si praticava già. Di spiegazioni ce ne sono altre cinque — un patrizio romano che ci passava l'estate, il verbo respingere, la porta a nord dove venivano impiccati i disertori, la folaga delle antiche paludi — ma il paese ha scelto questa: dal 1982 tiene una rievocazione storica che si chiama Polso Sano, con sfilate in abiti tradizionali e gare fra i rioni, e quello che rievoca è proprio quel viaggio di nozze.
Nel 1480 gli uomini di Pulsano andarono a Otranto. I turchi erano sbarcati, e il re di Napoli mise al comando laggiù Giovanni Antonio Delli Falconi, figlio del signore di questo castello, insieme al tarantino Francesco Zurlo. I due capitani provarono a combattere, provarono a trattare, e alla fine chiusero la cittadinanza dentro le mura e resistettero due settimane. Otranto cadde. Fra i moltissimi morti ci furono i quaranta soldati pulsanesi e lo stesso Delli Falconi. Prima di partire erano stati benedetti nella chiesa del Carmine, che è il più antico luogo sacro del paese e sta ancora lì. Otranto fu liberata un anno dopo, l'otto settembre 1481, e quello è il giorno in cui a Pulsano si festeggia la Madonna dei Martiri, per i propri morti. E in quello stesso anno successe una cosa strana: il sultano Maometto II, già gravemente malato e poco prima di morire, fece recapitare al castello di Pulsano una statua della Madonna dei Martiri, in onore del gesto compiuto dagli uomini di questo paese a Otranto. Quella statua si porta ancora in processione. Il castello da cui erano partiti si chiama De Falconibus e all'inizio era una sola torre quadrata, una tenuta di caccia; intorno al 1100 la gente della costa, spinta all'interno dalle scorribande dei pirati, ci trovò rifugio, perché dal mare non si vedeva; i De Falconibus la comprarono semifatiscente e ci aggiunsero le altre quattro torri. Uno di loro, Renzo, morì nel 1326 difendendo Pulsano da un assalto, su un tratto di costa che da allora si chiama Terrarossa.
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📅 Ogni anno, l'11 febbraio, ancora oggi festa cittadina
Pulsano festeggia san Trifone l'11 febbraio, ancora oggi festa cittadina.
📅 Ogni anno, il 7 e 8 settembre, in ricordo della liberazione dagli ottomani nel 1481
Pulsano festeggia la Madonna dei Martiri il 7 e 8 settembre, in ricordo dei pulsanesi morti nel 1481, quando la città fu liberata dagli ottomani proprio l'8 settembre.
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