Il santuario di San Calogero sorge in cima al monte San Calogero, sopra Sciacca. Anticamente sulla sommità c'era una piccola chiesa al servizio degli ammalati e dei pellegrini che salivano alle grotte per trarre giovamento dai vapori, e una grotta dove, secondo la tradizione, riposava l'eremita san Calogero. Alla fine del Quattrocento alcuni monaci di San Calogero allestirono in poche stanze sulla collina un piccolo ospedale, tornando a vivere vicino alla grotta del santo.
Cosa vedere
La chiesa attuale, destinata a sostituire la vecchia chiesetta, fu cominciata nel 1530 dal vescovo Mariano Manno con le offerte dei fedeli, proseguita dal priore Gregorio Gallitano e inaugurata nel 1644. Sull'altare maggiore, dentro una custodia lignea del Settecento, c'è la statua di san Calogero commissionata nel 1535 dal cappellano Antonio Bruno ad Antonello Gagini: dopo la morte dello scultore la consegnò nel 1538 il figlio Giacomo, senza la figura dell'arciere prevista dal contratto. Il santo è raffigurato con l'abito da eremita, la Bibbia in mano e la cerva al suo fianco.
L'ingresso alla grotta del santo si trova oggi sotto la chiesa. Un tempo vi si entrava da una buca così stretta da far passare un uomo solo carponi; sul piccolo altare una maiolica mostra san Calogero vecchio, con la cerva ferita al collo e l'arciere inginocchiato in preghiera.
La visita
Dal 1948 il santuario e l'antico romitorio sono affidati al Terzo ordine regolare francescano; parrocchia dal 1953, la chiesa è basilica minore dal 1979. Orari delle messe e delle visite vanno verificati con il santuario.
Il consiglio della redazione
Nella maiolica della grotta ci sono sia la cerva sia l'arciere che la ferì: è proprio la figura che manca nella statua di Gagini sull'altare, consegnata senza l'arciere.








