⛪ Chiese e santuari

chiesa di Sant'Antonio di Padova

📍 Taormina, Sicilia · 123/100

L'insediamento dei frati minori cappuccini a Taormina risale al 1559, anno in cui la comunità religiosa stabilì la propria sede nel quartiere dei Cappuccini, sull'area della primitiva chiesa d'epoca aragonese intitolata a santa Caterina d'Alessandria d'Egitto. Il complesso comprende la chiesa di Sant'Antonio di Padova e l'adiacente convento, dove nel gennaio 1902 sant'Annibale Maria Di Francia istituì l'Orfanotrofio antoniano femminile. Rimodellato da interventi di restauro nel 1964, l'edificio fa parte dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Cosa vedere

L'interno si presenta con una grande aula centrale affiancata a destra da altari a parete e a sinistra da tre ampie cappelle intercomunicanti. L'altare maggiore in legno è sormontato da una grande tela ad olio dipinta intorno al 1646 dal frate cappuccino Umile da Messina: raffigura la Vergine col Bambino tra sant'Anna e san Giuseppe, mentre al centro un angelo offre al Bambino Gesù la città di Taormina. Nel registro inferiore compaiono san Pancrazio — dipinto con i tratti dell'arcidiacono padre Bonaventura —, santa Caterina d'Alessandria con la ruota del martirio, san Francesco d'Assisi e san Domenico. Sulla porticina del tabernacolo ligneo è incisa la data 1780, mentre a destra dell'altare si trova un pulpito in legno servito da una scaletta incassata nella muratura.

Lungo la parete destra si osservano la statua di sant'Antonio di Padova e la tomba del barone tedesco Filippo Sigismondo di Weitershausen, caduto nella battaglia di Francavilla di Sicilia nel giugno 1719. Le cappelle della parete sinistra custodiscono un patrimonio artistico e devozionale di rilievo: la Cappella del Santissimo Crocifisso conserva la scultura miracolosa tra i dipinti dell'Addolorata, di san Giovanni Evangelista e delle scene dei misteri dolorosi. Seguono la Cappella del Bambino di Praga — con un ossario comune sul cui ingresso figura la data 1596 e la sepoltura di Sebastiano Melita — e la Cappella di San Lorenzo Martire, decorata da una tela in cui il santo restituisce la vista a un cieco.

La visita

La chiesa conserva le testimonianze dei riti penitenziari svolti in occasione delle grandi calamità naturali. Durante le eruzioni dell'Etna del 1693 e del 1780, segnate da terremoti e grave siccità, il Crocifisso seicentesco venne condotto in processione solenne fino al monastero di Santa Maria di Valverde in piazza Badia per implorare la pioggia e il placarsi del vulcano. Nel pavimento delle cappelle e nell'aula presbiteriale si distinguono le botole degli ossari comuni e le lapidi sepolcrali di personalità locali ed eserciti stranieri.

Il consiglio della redazione

Osservate con attenzione il centro della grande pala d'altare di Umile da Messina: l'angelo posizionato alla sinistra del registro mediano sostiene un minuscolo modellino seicentesco con il profilo urbano di Taormina.

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