⛪ Chiese e santuari

santuario di Gibilmanna

📍 Cefalù, Sicilia · 59/100

Secondo la tradizione, il santuario di Maria Santissima di Gibilmanna fu eretto sulle pendici del Pizzo Sant'Angelo come uno dei sei monasteri benedettini fondati a proprie spese da San Gregorio Magno prima della sua elezione a pontefice nel 590. Situato a circa 800 metri di altitudine nel territorio di Cefalù, il complesso andò in rovina dopo l'arrivo degli Arabi nell'858 e venne poi riedificato in epoca normanna. Nel 1535 Padre Sebastiano Majo da Gratteri introdusse la riforma cappuccina nel sito, costruendo un primo convento di sei celle accanto all'antica cappella. Il santuario divenne un punto di riferimento spirituale per la Sicilia, fino alla proclamazione di Maria Santissima di Gibilmanna a patrona della diocesi e della città di Cefalù da parte di papa Pio XII nel 1954.

Cosa vedere

L'attuale facciata della chiesa fu ricostruita in stile neogotico nel 1907 dopo il crollo del portico seicentesco. Il piazzale esterno ospita il monumento a San Francesco, realizzato nel 1927 dallo scultore Francesco Garufi su disegno dell'architetto Misuraca. All'interno, il cuore artistico è la cappella della Madonna, dominata dall'altare marmoreo sistemato nel 1785 dal palermitano Baldassarre Pampilonia e originariamente destinato alla cattedrale di Palermo. L'altare include le statue in marmo di San Giovanni Battista, scolpita da Scipione Casella, e di Sant'Elena, opera di Fazio Gagini. Nella medesima cappella si trovano un affresco bizantino della Madonna con il Bambino, staccato dalle pareti della vecchia chiesa benedettina prima della sua demolizione nei primi del Seicento, e un Crocifisso bizantino che la tradizione vuole abbia parlato a un padre guardiano. La venerata statua della Vergine poggiata sul piedistallo reca l'iscrizione commissionata dall'eremita Giuliano Piazza da Mussomeli ed è attribuita ad Antonello Gagini. Sull'altare maggiore si trova la pala dell'Assunta dipinta per la riapertura della chiesa nel 1625, mentre tra i dipinti spicca un'immagine di Gesù realizzata nel 1576 da Padre Sebastiano utilizzando colori estratti dalle piante del territorio. L'antica stalla del convento è stata trasformata nel Museo Fra Giammaria da Tusa.

La visita

Oltre alla chiesa seicentesca, ampliata tra il 1619 e il 1623 sotto la guida del guardiano padre Sigismondo da Pollina, la visita permette di accedere ai cortili interni del convento e al Museo Fra Giammaria da Tusa. Il complesso comprende anche il Seminario Serafico, inaugurato nel 1958, e spazi dedicati a laboratori di restauro e a un teatro ligneo.

Il consiglio della redazione

Nella cappella della Madonna, si consiglia di cercare l'iscrizione latina sul piedistallo della statua marmorea della Vergine: cita l'eremita Giuliano Piazza da Mussomeli, che secondo i racconti locali viveva nel tronco cavo di un grande castagno situato vicino al santuario.

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