La patrona di Scicli è la Madonna delle Milizie, festeggiata l'ultimo sabato di maggio. Si fa risalire al 1091 il passaggio definitivo di Scicli al dominio normanno per opera di Ruggero d'Altavilla, il cui esercito avrebbe combattuto nella Piana dei Milici una battaglia decisiva contro i saraceni guidati da un emiro chiamato Belcane: secondo la leggenda, la battaglia finale fu vinta dai cristiani per l'intercessione della Vergine Maria, scesa in soccorso su un cavallo bianco e armata di sciabola a difesa della città, «mea civitas dilecta». La battaglia è ricordata ogni anno con la Festa delle Milizie, una delle principali attrazioni religioso-folcloristiche di Scicli, e presso il santuario ed eremo della Madonna delle Milizie, fuori città in contrada Giammarito, riaperto alla collettività nel 2025 dopo un restauro.
Compatrono della città è il beato Guglielmo Buccheri, venerato nella chiesa madre a lui dedicata, un tempo intitolata a Sant'Ignazio di Loyola: dell'edificio settecentesco restano oggi il portale monumentale, con colonne scanalate e capitelli ionici, e tracce di affreschi nell'abside, fra cui una Madonna velata e una figura identificabile con lo stesso beato. Sotto la chiesa si trova una cripta, un tempo decorata con pitture, collegata da un passaggio gradinato scavato nella roccia; l'itinerario della processione di San Guglielmo fu stabilito dal vescovo di Siracusa Francesco Fortezza nel 1684.