Kamarina, o Camarina, fu un'importante colonia di Siracusa, fondata alla foce del fiume Ippari, nel sud della Sicilia. Oggi ne restano rovine e importanti reperti, soprattutto sul colle Cammarana; secondo Strabone il nome significa «abitata dopo molta fatica».
Cosa vedere
Fu fondata agli inizi del VI secolo a.C. dai siracusani sul fertile promontorio fra i fiumi Ippari e Oanis, per presidiare la rotta africana e frenare l'espansione di Gela verso sud. Diventata un importante centro agricolo e commerciale, entrò presto in conflitto con la madrepatria e fu sconfitta dai siracusani e dai loro alleati nel 552 a.C. All'inizio del V secolo a.C. Siracusa la cedette al tiranno Ippocrate di Gela; fu poi rifondata e, con l'alleanza con Atene nella guerra del Peloponneso, riuscì a strappare Morgantina a Siracusa. Saccheggiata e distrutta da Annibale Magone fra il 405 e il 401 a.C., ebbe una nuova prosperità alla fine del IV secolo a.C., con il ripopolamento voluto da Timoleonte nel 339 a.C.; nel 258 a.C. cadde in mano ai Romani. Il suo grande porto accolse navi di Scipione, Emilio Paolo, Pompeo, Cesare e Ottaviano, ma in età imperiale i Romani costruirono un nuovo porto a Kaucana e la città si spopolò. Fu distrutta definitivamente nell'827 dall'esercito di Asad ibn al-Furat, nella conquista araba della Sicilia.
I resti del tempio di Atena, sull'acropoli, furono inglobati nella chiesa della Madonna di Cammarana, colma di ex voto dei naviganti scampati alle tempeste e distrutta da un incendio nel 1834; con le sue pietre fu costruita la masseria che oggi ospita il Museo. Restano tombe arcaiche del VII secolo a.C., ruderi poco significativi di un tempio a Minerva, il tracciato del porto-canale lungo l'Ippari e, nell'area originaria, resti di case e pavimentazioni; nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano le tombe di una necropoli del V-IV secolo a.C. Il Museo archeologico regionale ha una vasta collezione dalla preistoria al periodo greco antico, su tre padiglioni e sei sale, con anfore, suppellettili, monete, corredi funerari, statuette devozionali e oggetti e armi in selce preistorici; gli scavi di Paolo Orsi, dal 1896 al 1911, hanno dato molto materiale, che è al Museo di Siracusa.
La visita
Il sito è alla foce dell'Ippari, nell'area di Scoglitti, con il museo nel parco archeologico. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Secondo altre fonti, fra i resti del parco c'è quello di un bagno pubblico di età araba usato prima di entrare in moschea, uno dei soli due noti in Sicilia.



