La basilica di San Giovanni Battista è la chiesa madre di Vittoria, nel centro storico, in piazza Ferdinando Ricca; ha la dignità di basilica minore.
Cosa vedere
È una chiesa a croce latina, a tre navate su colonne corinzie, di chiaro stile barocco, costruita fra il 1695 e il 1706, dopo il terremoto del 1693, al posto dell'antica chiesa di piazza della Trinità, e consacrata nel 1734; la facciata è semplice, sormontata da due piccole cupole, con la parte centrale incorniciata da lesene con capitelli ionici e corinzi. Prima del sisma la chiesa sul piano della Trinità era collegata al convento delle Grazie; nel terremoto del 1693, secondo alcuni, morirono al suo interno solo quaranta bambini del catechismo, e per scegliere il santo da ringraziare si misero in un'urna i nomi dei santi venerati: per tre volte uscì quello di san Giovanni Battista. La prima pietra fu posta il 10 agosto 1695 dal parroco Mario La Lisa; don Desiderio Ricca, primo arciprete di Vittoria, realizzò la facciata tardobarocca e continuò a decorare la chiesa con nuovi altari; nel 1734 il vescovo di Siracusa Matteo Trigona la consacrò e nel 1750 fu elevata a basilica minore e aggregata a Santa Maria Maggiore a Roma, da dove vennero molte reliquie. La cupola in stile moresco, progettata da Giuseppe Di Bartolo Morselli, fu terminata nel 1854, e nel 1880 Giuseppe Mazzone affrescò i quattro evangelisti.
Gli interni sono ricchi, con decorazioni, stucchi, statue, marmi e numerose tele. Ci sono un pregevole altare ligneo, opere di Giuseppe Mazzone, fra cui la famosa «Taledda», e di altri artisti siciliani; la tomba della contessa di Modica Vittoria Colonna, fondatrice della città; il fonte battesimale, sormontato da un Battesimo di Cristo di scuola caravaggesca, databile intorno al 1700; il pulpito ligneo di Carmelo D'Asta, dell'Ottocento, e, nella navata centrale, l'organo di Donato Del Piano, del 1748, con quattordici registri.
La visita
La basilica è in piazza Ferdinando Ricca, nel centro storico di Vittoria. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Il libro del parroco Federico La China, «Vittoria dal 1607 al 1890», è ancora oggi usato per ricostruire la storia della città.




