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Megara Iblea

📍 Augusta, Sicilia · 43/100

Megara Iblea fu una colonia greca in Sicilia, nel territorio dell'odierna Augusta. La fondarono nel 728 a.C. coloni venuti da Megara: Tucidide racconta che, guidati dall'ecista Lamis, si fermarono prima a Trotilon, l'attuale Brucoli, poi a Leontini e a Thapsos, e infine, morto Lamis, si stabilirono qui su suggerimento di Iblone, un capo dei Siculi, da cui la città prese il secondo nome. Un secolo dopo fondò a sua volta Selinunte, all'altro capo dell'isola. Intorno al 483 a.C. Gelone di Siracusa la prese dopo un lungo assedio: portò a Siracusa i cittadini più ricchi e vendette gli altri come schiavi. Rifondata da Timoleonte dopo la metà del IV secolo a.C., fu distrutta durante la seconda guerra punica dalle truppe del console Marcello, e non fu più ricostruita.

Cosa vedere

La città non ha avuto sopra di sé un abitato moderno, e per questo conserva l'impianto urbano di origine: a metà del VII secolo a.C. fu organizzata secondo un disegno regolare, con un'agorà che è una delle prime conosciute. Sul sito si vedono l'agorà con i resti di due portici, i bagni ellenistici, l'heroon, il pritaneo, i resti delle mura, quelli di un tempio ellenistico e le fondamenta di un tempio arcaico, un'officina metallurgica e decine di case.

Quello che si vede viene soprattutto dagli scavi del dopoguerra, condotti dai francesi Georges Vallet e François Villard e dagli italiani Luigi Bernabò Brea e Gino Vinicio Gentili. I reperti sono al Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa: tra questi un torso di kouros, una maschera teatrale del VI secolo a.C. e la ceramica megarese policroma.

La visita

Il sito è accanto agli impianti industriali e soffrirebbe di carenze di manutenzione: apertura, orari e condizioni dell'area vanno verificati prima di andare sul sito della Regione Siciliana.

Il consiglio della redazione

Il pezzo più noto di Megara non è qui ma a Siracusa: la Kourotrophos, una statua arcaica di calcare con una dea madre in trono. Fu trovata il 30 ottobre 1952 in pezzi, 936 frammenti, dopo il passaggio di un martello pneumatico negli scavi per la raffineria, e ricostruita uno a uno dal museo Paolo Orsi. Già nel 1867 la ferrovia Catania-Siracusa aveva tagliato in due il sito.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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