Il nome di Termeno è un confine. Attestato come Traminno a metà del nono secolo, come de Treminno all'inizio del dodicesimo e come Tramin nel 1248, viene con ogni probabilità dal latino terminus, il limite, perché il paese stava sulla linea che separava il territorio dei Tridentini da quello degli Isarci. Da qui viene anche il nome di un vitigno conosciuto ovunque, il Traminer aromatico, cioè il Gewürztraminer. Politicamente il borgo appartenne per secoli al principato vescovile di Trento, e solo sotto pressione austriaca il vescovo Pietro Vigilio Thun lo cedette nel 1777.
Sopra il paese, sul dosso di Kastelaz, sta la chiesa di San Giacomo, che contiene due cicli di affreschi di epoche diverse: quello più antico, romanico, occupa l'abside della chiesa originaria ed è famoso per la fascia di esseri mostruosi dipinta nella parte inferiore; nella navata tardogotica aggiunta nel Quattrocento c'è invece un vasto ciclo firmato da un «Maestro Ambrogio» e datato 1441. La parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta conserva affreschi trecenteschi e una pala di Martin Knoller. All'inizio del 2014, nella frazione di Rungg, sono venuti giù circa quattromila metri cubi di roccia: il masso più grande, di quattrocento metri cubi, si è fermato davanti alla porta di un maso senza fare feriti.
La guida di Termeno sulla strada del vino
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