Il nome viene dal latino cortis, la corte, con un suffisso che lo trasforma in «luogo fatto a corte, chiuso da muri», e compare nel documento che chiamano lettera di Vigilio; gli studiosi lo leggono come un insieme di case coloniche poste più in alto. Il posto è abitato dal mesolitico. La chiesa di San Vigilio, che ha un campanile romanico, è nominata per la prima volta nel 1337, ma il fonte battesimale che sta dentro è più vecchio di tre secoli: è del 1033. All'inizio del Cinquecento la chiesa fu ricostruita, e nel 1515 Cortaccia divenne parrocchia per conto suo.
Fino alla fine della prima guerra mondiale il paese apparteneva alla circoscrizione giudiziaria di Egna, nel distretto di Bolzano; nel 1927 fu aggregato alla circoscrizione trentina, e nel 1946, in seguito all'accordo De Gasperi-Gruber, tornò dalla Provincia autonoma di Trento a quella di Bolzano. Qui quasi tutti hanno il tedesco come prima lingua, e Cortaccia è uno dei paesi più a sud dove questo succede. Il comune sale: le vigne stanno sul fondovalle e sulle prime pendici, a un paio di centinaia di metri, e poi ci sono i masi e le frazioni sparsi sul fianco della Mendola — Corona sul suo altipiano, Penon sui terrazzamenti, Favogna più su ancora — fino a una cima che passa i milleottocento metri. Nel paese passa la strada del vino, con le cantine aperte lungo il percorso, e accanto corre la ciclabile dell'Oltradige.
La guida di Cortaccia sulla strada del vino
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Nei dintorni di Cortaccia sulla strada del vino
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