Polverara

Provincia: Padova · Regione: Veneto · Abitanti: 3.104 · CAP: 35020

Sull'argine sinistro del Bacchiglione c'è una torre a base quadrata, sei metri di lato e una tredicina d'altezza, che tutti chiamano la colombara. Colombara non era: chi ne ha letto i caratteri costruttivi lo dice senza mezzi termini, perché un edificio con un piano terra così nobile — quattro arcate su pilastri d'angolo, una volta a crociera, quattro metri e quaranta di altezza libera al centro — non lo si fa per i piccioni; serviva da torre di avvistamento. Per che cosa sia stata costruita davvero, però, sta scritto sulla sua faccia nord, quella rivolta verso il monastero: un orologio di pietra. L'orologio meccanico era una macchina ingombrante, fatta di pesi, argani e ruote dentate, e per funzionare aveva bisogno di altezza libera; è lui a spiegare i vecchi fori che si vedono sul primo e sul secondo solaio e la disposizione singolare della struttura portante. Forse l'orologio è arrivato dopo la torre, ma quasi sicuramente la torre è stata costruita per contenerlo. Oggi la torre sta in mezzo a delle baracche a un piano dove il proprietario fa quotidianamente il fabbro, e il comune vorrebbe restituirle il suo orologio.

Quella torre è tutto ciò che resta del monastero di Santa Maria della Riviera, che un documento del diciannove marzo 1230 colloca qui e che fu il primo insediamento nel nord Italia della congregazione benedettina di Monte Oliveto, fino ad allora presente solo in Toscana, Lazio e Umbria. Aveva cinquantadue stanze disposte su due piani, una chiesa, quattro cortili e un terreno recintato coltivato in parte dai monaci e in parte dai contadini del posto. Intorno al 1770 la Serenissima soppresse monastero e chiesa, e l'anno dopo li comprò un nobile veneziano. Di Polverara, invece, si parla per la prima volta nel 1130, quando il vescovo di Padova conferma alla cattedrale il possesso della chiesa di San Fidenzio — e la leggenda vuole che quella chiesa sia stata eretta nel punto esatto in cui fu ritrovato il corpo del santo, indicato dallo stesso vescovo dopo una visione. Nel 1276 il paese divenne podestaria, e da lì in poi le fonti registrano le guerre e i danni del pensionatico: il diritto dei pastori vicini di far pascolare liberamente le greggi, anche dentro le proprietà altrui.

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