San Rocco e il prosciutto crudo di Villa Gaudio
📅 Ogni anno, il 16 agosto, con la cena paesana
Pressana festeggia san Rocco il 16 agosto, con la Sagra di San Rocco e la sua tradizionale cena paesana.
Prima di chiamarsi Pressana, questo paese si chiamava Sule, da insulae, per gli isolotti di sabbia dell'Adige che allora passava di qui, e Quari, per i guadi sul fiume: due nomi che dicono la stessa cosa, cioè che qui c'era più acqua che terra. Nel 589 la rotta dell'argine della Cucca cambiò tutto: il fiume prese un'altra strada e il territorio restò palude per quattrocento anni, buona per barche e zattere a fondo piatto. La terraferma, qui, è una decisione: la bonifica cominciò intorno al decimo secolo, voluta da papa Agapito II e portata avanti dai benedettini a partire dal 950, e trasformò un insieme di isole fra due fiumi in campagna coltivabile. Le fonti lo dicono senza giri di parole: quello stato artificiale è ancora quello di oggi.
Il nome attuale viene invece da un nobile romano, Persius, e di romano è rimasto qualcosa di più sottile delle pietre. Dopo la battaglia di Azio, Ottaviano assegnò queste terre ai reduci della undicesima legione e il territorio fu centuriato; le costruzioni le ha cancellate la palude, ma il reticolo è sopravvissuto nei nomi delle strade — via Carbon dal cardo, via Carobale da cardo vallis, via Calmaora da callis major. Il toponimo Pressana compare per la prima volta il 3 aprile 1169, in un atto di donazione a un monastero che parla dei campi di prexane e di rovereto, quarantotto in tutto. Nel bosco Gazzo, poi, i cavalieri di San Giovanni tenevano un ospitale per i pellegrini diretti in Terrasanta, a una giornata di cavallo da Verona; finiti i pellegrinaggi, quelle strutture passarono ai veneziani Querini, che secondo alcuni ci costruirono la prima villa veneta della terraferma.
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📅 Ogni anno, il 16 agosto, con la cena paesana
Pressana festeggia san Rocco il 16 agosto, con la Sagra di San Rocco e la sua tradizionale cena paesana.
Otto punte, zucchero a velo come neve su una montagna: il pandoro nasce a Verona nel 1894, brevettato da Domenico Melegatti.
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Fuori da Pressana, ma a portata di gita.