Brogliano

Provincia: Vicenza · Regione: Veneto · Abitanti: 3.900 · CAP: 36070

Il nome viene dal latino medievale brolium, il giardino o bosco recintato, e rimanda ai possedimenti di un feudatario locale. Ma Brogliano sta dov'è per via di un'alluvione: la chiesetta protocristiana di San Martino sorgeva in fondovalle, sulla riva destra dell'Agno, e fu distrutta dall'acqua poco dopo il Mille; quasi contemporaneamente il vico fu abbandonato e gli abitanti si spostarono poco più a sud, fondando il paese attuale. Nell'aprile del 1938 fu un'altra alluvione a restituire la prova: l'Agno uscì dal suo corso e portò alla luce i ruderi e il pavimento di quell'antichissimo luogo di culto, un'aula rettangolare orientata da est a ovest con l'abside semicircolare, e un frammento longobardo con un guerriero armato di lancia, i capelli lunghi divisi da una scriminatura.

San Martino di Tours era uno dei patroni dei longobardi convertiti, e per questo qui la dedicazione conta. Nel Trecento la chiesa divenne la matrice di tutta la valle, e gli Statuti di Brogliano, redatti il sedici aprile 1364 e conservati alla Bertoliana di Vicenza, registrano un obbligo che corre nel verso opposto al solito: Bartolomeo della Scala, allora signore del territorio vicentino, era tenuto a dare ogni sabato santo alla chiesa di San Martino un cero di quattro libbre. Più tardi San Martino perse il rango a vantaggio di Valdagno e Trissino, e sul finire del Cinquecento il territorio fu comprato dai conti Piovene, che ne restarono feudatari fino alla caduta della Serenissima.

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