Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Gambugliano sta a 133 metri sui Monti Castellari, all'imbocco della Valdiezza, e il suo nome è un fondo romano: Gambullanum viene da Cambullius, il fundus Cambullianus, con la desinenza in -anum che indica il possesso. La tradizione locale preferisce farlo venire dal dialettale gran e bojon, per le sorgenti che escono dal terreno quasi bollenti. Compare nei documenti dal 1207, e lo Statuto di Vicenza del 1264 lo elenca come villa autonoma. Negli anni Settanta, in località Il Covolo, ci hanno trovato il giacimento di natiche fossili più ricco d'Italia.
Del castello, che stava dove ancora si dice Contrà del Castello, non resta niente: nel Cinquecento Filippo Pigafetta ricordava ancora Gambugliano col castello, ma dopo è sparito, e lo si vedeva solo nello stemma comunale. L'autonomia se l'è dovuta riprendere: nel 1815 la Restaurazione ridusse i comuni vicentini da 131 a 123 e Gambugliano fu accorpato a Monteviale, con sessant'anni di proteste per i restauri che era costretto a finanziare; quando nel 1903 il municipio fu trasferito a Monteviale, ci fu una guerriglia contro la carrozza che portava via gli archivi e dovettero arrivare i carabinieri a cavallo. Tornò comune nel 1905, e il 22 gennaio 2024, dopo un referendum, si è fuso con Sovizzo.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Gambugliano, ma a portata di gita.