San Cristoforo, patrono di Cogollo del Cengio
📅 Ogni anno, il 24 luglio
Cogollo del Cengio festeggia san Cristoforo il 24 luglio, nella chiesa a lui dedicata.
Il trentuno luglio 1202, nella chiesetta di Sant'Agata a Cogollo, furono definiti i confini sulla destra dell'Astico e approvate alcune convenzioni sui diritti di pascolo e di legnatico: quella riunione sancì la nascita dei comuni di Arsiero, Velo e Cogollo, e più tardi, suddividendo ancora il territorio di Arsiero, anche di Posina e Tonezza. Due anni dopo, il trenta settembre 1204, se ne tenne un'altra qui vicino, nel prato chiamato Prà della Warda, per fissare i confini sulla sinistra del torrente: c'erano Cogollo, Caltrano, Chiuppano e i Sette Comuni dell'Altopiano. Cinque comuni nati da un accordo su pascoli e legna, dentro una chiesa e in mezzo a un campo. E il nome di quel campo è a sua volta un documento: Warda, poi Varda, viene dal germanico Ward, luogo di guardia.
Il nome del paese potrebbe venire dal latino cucullus, il mantello con cappuccio che usavano i pastori, oppure dal latino medievale cubulum, cioè riparo, covo, grotta — e la seconda lettura trova appoggio nello stemma comunale, che sembra rappresentare proprio un rifugio roccioso, o i mucchi di pietre con cui i contadini segnavano i confini dei campi. Delle fortificazioni invece non è rimasto nulla. Fra il 917 e il 921 l'imperatore Berengario donò tutto questo territorio al vescovo di Padova con l'obbligo di costruire castelli e opere di difesa contro le incursioni degli ungari; il castello di Cogollo appartenne ai vescovi di Vicenza ed è nominato nei diplomi imperiali dal 1000 al 1210, ma nella seconda metà del Duecento era già sparito: in un'investitura del 1282 il vescovo concede un terreno «dove prima esisteva il castello». La grande torre di vedetta a sud del paese durò invece fino all'Ottocento, e quando Francesco Caldogno chiese al doge di averla in feudo la richiesta non fu accolta, perché Cogollo, Caltrano e Piovene vi si opposero energicamente.
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📅 Ogni anno, il 24 luglio
Cogollo del Cengio festeggia san Cristoforo il 24 luglio, nella chiesa a lui dedicata.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Cogollo del Cengio, ma a portata di gita.