Baccalà alla Vicentina
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
Leggi la scheda →Prima dell'anno mille il paese si chiamava Costa Fabrica, o Favrega: costruzione sul declivio. Il nome veniva dalle cave di calcare e marmo che stavano qui, e da quelle cave uscì la pietra dell'acquedotto romano di Vicenza, che passava per la località Villaraspa. Costabissara è il nome nuovo, del Trecento, quando il possesso dei conti Bissari si era ormai consolidato.
Nel 1970, all'incrocio fra via Mascagni e via Carducci, è venuta fuori una villa rustica romana: una fattoria che produceva anche tessuti, ceramica, attrezzi e carri, abitata dal primo al sesto secolo. Fra i reperti c'erano un peso da telaio, una lucerna, una fibula di bronzo, venticinque monete e una discussa statuetta del dio egizio Anubi. Oggi quell'area è un parco giochi: le mura sono state reinterrate e la loro presenza è segnalata da un rocco di colonna e da una stele di trachite.
Stoccafisso, latte, olio e acciughe, cotto per ore a fuoco bassissimo: il baccalà alla vicentina arrivò dalla Norvegia con un naufragio nel 1432.
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Fuori da Costabissara, ma a portata di gita.