Questo paese è nato da Palma e poi le ha voltato le spalle. Nel 1613, con rogito stilato presso la curia vescovile di Nola, Scipione Pignatelli, conte di San Valentino e marchese di Lauro, fece una ricca donazione al vescovo di Nola a favore dei padri minori riformati di san Francesco: fra le altre cose un appezzamento di terreno nell'allora territorio di Palma Nolana, oggi Palma Campania, per costruirvi un convento e una piccola comunità annessa. Il marchese istituì anche la fiera che si tiene ancora ogni anno. Il nucleo abitato cresciuto attorno alla Cavallerizza e al convento diventò prima un quartiere di Palma, poi, dal 1841, comune autonomo per decreto di Ferdinando II di Borbone. E proprio dalla disputa con il paese madre sarebbe nata una parola italiana: la torre dell'orologio eretta nella piazza principale, si racconta, fu lasciata di proposito senza quadrante sul lato rivolto verso Palma Campania, così che i rivali non potessero leggere l'ora. Da campanili come questo verrebbe il campanilismo.
Il 9 settembre 1943 gli alleati sbarcarono a Salerno, e nelle prime ore del mattino del 28 settembre, dopo giorni di battaglie, le prime truppe arrivarono qui: erano gli inglesi, che venivano da Sarno. Un gruppo di uomini del paese si organizzò e andò incontro alla colonna per indicare ai soldati dove i tedeschi avevano piazzato le mine prima di ritirarsi verso Caserta. Erano gli uomini della quarantaseiesima divisione «Oak Tree», del decimo corpo d'armata britannico, comandata dal generale Hawkesworth; requisirono due stanze del palazzo dell'allora podestà, in piazza Regina Margherita, e vi installarono il comando, mentre nel bosco Pagliarone veniva ricavato un campo di aviazione angloamericano. Sotto tutto questo c'è terreno molto più antico: gli scavi datano i primi insediamenti alla piena età del bronzo, intorno al duemila avanti Cristo, quando un'improvvisa eruzione del Vesuvio devastò le comunità della piana; e restano le tracce dell'acquedotto augusteo e della via Popilia, col sepolcreto di Neronio Rufo, la cui lapide si conserva in municipio.