Basilica di Santa Croce
Basilica di Torre del Greco ricostruita dopo l'eruzione del 1794; custodisce le spoglie di San Vincenzo Romano.
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Basilica di Torre del Greco ricostruita dopo l'eruzione del 1794; custodisce le spoglie di San Vincenzo Romano.
Chiesa con ipogeo a Torre del Greco: la chiesa conventuale settecentesca sepolta dalla lava del 1794.
Villa romana del I secolo d.C. a Torre del Greco, di cui è visitabile il piano intermedio.
La chiesa di Sant'Antonio di Padova, con annesso convento francescano, è uno degli edifici religiosi più giovani di Torre del Greco: un complesso conventuale particolarmente vasto, che è anche sede parrocchiale.
Il complesso comprende la monumentale chiesa, il convento con l'area riservata ai frati, il chiostro chiuso su tre lati e aperto verso il piazzale San Francesco, con il monumento al santo d'Assisi, e l'edificio dell'ex scuola, oggi destinato alle opere parrocchiali. La chiesa, in pieno stile neoromanico, fu progettata da Camillo Guerra, probabilmente partendo da disegni del padre Alfonso, ed è caratterizzata da imponenti volumi; il pronao, su tre campate, poggia su possenti pilastri rivestiti in pietra. L'interno è a tre navate con un transetto poco profondo su cui si imposta l'alta cupola ottagonale, rivestita nel 1949 da 13.000 piastrelle colorate; sulle navatelle laterali sono stati ricavati ambienti simili ai matronei delle antiche basiliche romaniche e i soffitti hanno possenti capriate lignee a vista. Nell'abside la monumentale architettura in stucco e marmi, realizzata fra il 1950 e il 1952, ospita la statua di Sant'Antonio dello scultore Antonio Mennella; le decorazioni a finto mosaico con gigli, angeli e stemma francescano sono del pittore romano Giuseppe Stefanilla. Fra le opere ci sono un Cristo crocifisso in agonia attribuito a Paolo De Matteis, del primo Settecento, donato ai frati nel 1897 dal marchese di Tertiveri Carlo Gagliardi, una statua in bronzo di san Francesco del 2000, dello scultore torrese Vincenzo Giggiano Borriello, e due opere legate all'arte orafa torrese: una pisside del 1949 e un ostensorio del 1966.
Il convento nacque da un'antica cappella rurale dedicata a San Gennaro, donata nel 1897 a due frati dai coniugi Maria Vittozzi e Nicola Ametrano; la cappella fu abbattuta e al suo posto si iniziò a costruire il convento, progettato dall'ingegnere Alfonso Guerra, nipote di Ametrano. I lavori per la nuova chiesa furono avviati il 14 luglio 1925 e l'edificazione dell'intero complesso procedette, a fasi alterne, per più di cinquant'anni, tra scarsità di denaro, la seconda guerra mondiale e l'avvicendarsi dei religiosi. Il cantiere fu danneggiato dai bombardamenti del 1943 e la chiesa fu aperta al culto nel 1952; il sisma del 23 novembre 1980 provocò molti danni, soprattutto alla cupola, e la chiesa ha assunto la veste attuale con i lavori completati nel 2000.
La chiesa e il convento si aprono sul piazzale San Francesco, a Torre del Greco. La chiesa è sede parrocchiale sotto la giurisdizione diocesana di Napoli; il convento appartiene dal 1943 alla Provincia del Sacro Cuore di Gesù dei Frati Minori di Napoli e Caserta. Orari di apertura e delle celebrazioni vanno verificati con la parrocchia.
Cercate nella prima campata della navata destra la pala dell'antica cappella di San Gennaro, donata ai frati nel 1897 dai coniugi Ametrano: rappresenta la gloria del santo tra cherubini e angeli, è databile alla metà del Settecento ed è, con qualche frammento marmoreo dell'antico altare, l'unica traccia della cappella rurale da cui nacque il convento.
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