La chiesa di San Matteo è la chiesa madre di Nocera Inferiore. È documentata già alla fine del X secolo come San Matteo «de Archiponticulo», al ponte vecchio, per un ponte di pietra di età romana su un ruscello che scendeva dal Montalbino, riconosciuto negli scavi di piazza del Corso. Secondo le fonti sorse dove c'era un sacello di Giano, il dio bifronte, e fu dedicata a san Matteo, noto popolarmente come il santo dai due volti.
Cosa vedere
Nata come rettoria, divenne parrocchia nel 1390, e dal 1592 è la chiesa madre della città, quando il vescovo Sulpizio Costantino le trasferì il titolo da Sant'Angelo in Grotta. Qui il 20 settembre 1614 si sposarono il duca di Nocera Francesco Maria Carafa e Anna Pignatelli, e il 2 ottobre 1655 il pittore Angelo Solimena e Marta Resigniano. La facciata risale a una sistemazione del Cinquecento e a lavori degli anni Trenta del Novecento; il portale in tufo grigio di Nocera ha sopra un tondo con il santo. Danneggiata dal terremoto dell'Irpinia del 1980, la chiesa fu chiusa nel 1990 e riaperta il 25 novembre 2000.
L'interno è a tre navate, con le grandi cappelle delle confraternite del Monte dei Morti e di Santa Lucia; due altari laterali vengono dalla chiesa benedettina dismessa di San Giovanni in Parco. La pala dell'altare maggiore, con la Vergine col Bambino tra san Matteo e san Pietro, fu dipinta nel 1706 da Angelo Solimena con l'aiuto del figlio Francesco. Nella cappella del Sacramento c'è un tondo del Cinquecento con la Madonna del Rosario circondata dai quindici misteri, attribuito alla bottega di Marco Pino da Siena; la navata centrale fu affrescata nel 1934 dal pittore nocerino Maiorino Palmerino.
La visita
Orari di apertura e delle funzioni vanno verificati con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
La Deposizione dipinta da Angelo Solimena nel 1664, rubata tra gli anni Settanta e Ottanta, è stata ritrovata per caso nell'aprile 2024 alla Galleria nazionale delle Marche di Urbino e riconsegnata alla parrocchia il 30 maggio dello stesso anno.



