La chiesa di Sant'Angelo in Grotta è un piccolo insediamento rupestre di Nocera Inferiore, di proprietà privata, alla fine di via Ovidio Forino, nella zona che in dialetto si chiama «Ngopp Sant'Angelo», all'ingresso di una grande grotta che si apre nel Monte Albino. Notizie di Sant'Angelo e della sua grotta si hanno già dal 1023; la prioria fu fondata tra il 1080 e il 1086 da san Pietro Pappacarbone, terzo abate della badia di Cava, ed era inizialmente un ospizio del monastero della Trinità.
Cosa vedere
Il principe Giordano di Capua e la moglie Gaitelgrima donarono al monastero della Trinità i vassalli del villaggio vicino, sui quali il priore di Sant'Angelo esercitò per secoli anche la giurisdizione civile. Nel 1507 grotta e monastero diedero rifugio ai monaci di Cava durante un tumulto popolare che minacciava l'abbazia. Sant'Angelo fu chiesa madre di Nocera fino al 1592, quando il titolo passò a San Matteo. Alla fine dell'Ottocento il complesso apparteneva ai Giannelli, e pochi anni dopo passò per matrimonio agli abruzzesi Maranca, che ne fecero la loro residenza.
La chiesetta ha una pianta quasi quadrata, con due piccole navate laterali voltate e una cupola centrale davanti all'altare, sostenuta da quattro colonne con archi a tutto sesto; nel tamburo è affrescata la colomba dello Spirito Santo. Il portale attuale, in tufo grigio nocerino, è ricavato da un arco ogivale e porta lo stemma dei Carafa. Nel giardino accanto, coperta dalla vegetazione, c'è la grotta che dà il nome al complesso.
La visita
Il complesso è privato: dal 2011 nell'edificio c'è un ristorante, aperto dopo lavori pensati per preservare le opere d'arte. Le possibilità di visita vanno verificate prima.
Il consiglio della redazione
Sulla parete destra c'era la lastra tombale di Giovanni de Haya, ciambellano del re Roberto d'Angiò e fratello di Filippo de Haya, abate di Cava dal 1316 al 1331.



