Il parco della Resistenza è un giardino pubblico di Forlì, fra i più antichi della città, con impianto all'italiana e due ingressi principali, in viale Spazzoli e in piazzale della Vittoria.
Cosa vedere
Fu progettato nel 1816 dall'architetto L. Mirri e, pur rimaneggiato più volte, conserva un impianto d'impronta illuminista: per il giardino si scelse lo schema all'italiana, anche se stava prendendo piede quello all'inglese. In origine c'erano un obelisco centrale circondato da aiuole simmetriche e altri quattro punti minori che valorizzavano le statue delle quattro stagioni; in fondo, in asse con l'ingresso, sorgevano un tempietto, una Kaffehaus e la casa del custode. Nel 1928 l'ingegnere G. Santarelli rifece completamente il giardino, innalzando il livello del suolo per drenare meglio le acque piovane, separando i percorsi pedonali da quelli delle carrozze e sostituendo gli edifici in fondo con un unico grande edificio di servizio; negli anni Settanta ulteriori restauri portarono ad ampliarlo fino a viale Spazzoli.
Nella parte verso viale Spazzoli c'è al centro un laghetto con anatre, cigni e pesci; vicino all'ingresso una statua di bronzo raffigura Primo Carnera, e più avanti c'è un monumento alle vittime dei lager nazisti e di tutte le prigionie. Entrando da piazzale della Vittoria si vede il busto di Giuseppe Gaudenzi, sindaco e deputato di Forlì, fondatore e primo segretario del Partito Repubblicano Italiano. Nella parte nuova, da via Spazzoli, c'è anche una biblioteca.
La visita
Secondo le fonti consultate, all'ingresso di piazzale della Vittoria il Comune ha attivato un servizio giornaliero di noleggio gratuito di biciclette, con documento e una piccola cauzione: disponibilità e orari vanno verificati sul posto.
Il consiglio della redazione
Entrate da piazzale della Vittoria e attraversate il parco fino al laghetto verso viale Spazzoli: passerete dal busto di Gaudenzi al monumento alle vittime dei lager, e il giardino illuminista si trasforma in un luogo della memoria.
