La chiesa dei Servi è una chiesa di Faenza, a pochi passi dalla cattedrale, all'incrocio di via Manfredi con il corso Saffi. È chiusa dal secondo dopoguerra e da tempo è previsto un suo restauro per renderla di nuovo utilizzabile.
Cosa vedere
L'attuale chiesa è una testimonianza dell'architettura del Settecento: fu completamente ricostruita tra il 1726 e il 1735 su un edificio di culto preesistente, del 1343, curato e abitato dai Padri Serviti. L'architetto del rifacimento fu Giuseppe Soratini, che progettò un'imponente facciata, quasi tutta in laterizio, divisa in due ordini e scandita da due coppie di lesene poggianti su zoccoli in pietra di Samoggia. Nell'annesso convento servita abitò il beato Giacomo Filippo Bertoni, il cui corpo rimase esposto al culto nella cappella Manfredi, all'interno della chiesa, fino al 1944, quando fu traslato in cattedrale.
L'originaria chiesa aveva una facciata con un portico di sei archi e un campanile eretto tra il 1758 e il 1774 da Pietro Borboni, il più alto di Faenza, che fu fatto saltare dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, come quello della chiesa di Sant'Agostino, e non fu più ricostruito. Resti della fiancata meridionale dell'edificio trecentesco sono visibili dal primo chiostro dell'adiacente Biblioteca Comunale, sorta dove era il convento dei Padri Serviti.
La visita
La chiesa è all'incrocio di via Manfredi con il corso Saffi, a Faenza. Essendo chiusa, le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Per vedere i resti della fiancata trecentesca bisogna guardare dal primo chiostro della Biblioteca Comunale, che occupa il posto del convento dei Serviti.
