Palazzo Milzetti è un edificio storico di Faenza, sede del Museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna. È diventato casa museo per l'eccezionale stato di conservazione del suo apparato decorativo neoclassico, realizzato tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento e rappresentativo della cultura aristocratica di una famiglia del pieno periodo napoleonico.
Cosa vedere
Nel 1792 il conte Nicola Milzetti affidò all'architetto Giuseppe Pistocchi l'incarico di costruire un palazzo unificando le antiche case di famiglia, danneggiate dal forte sisma del 1781; Pistocchi curò la facciata, ornata da un bugnato manierista che incornicia le finestre, e le strutture principali. Il figlio, il conte Francesco Milzetti, napoleonico Cavaliere della Corona Ferrea, nel 1799 incaricò per la ripresa dei lavori l'architetto Giovanni Antonio Antolini, che progettò il completamento dello scalone e l'ampio salone ottagonale del piano nobile, il «Tempio di Apollo». Dal 1802 al 1805 Felice Giani e la sua bottega, guidata da Gaetano Bertolani, decorarono gli interni, con gli stucchi dei plasticatori Francesco e Giovan Battista Ballanti Graziani e di Antonio Trentanove: un'impresa grandiosa, in cui pitture e stucchi, con raffinati riferimenti mitologici e storici, rimandano alla funzione di ciascun ambiente e fanno di ogni sala un nucleo a sé, tutto incentrato sull'unità delle arti. Gli ornamenti, a tempera su muro e basati su colte rielaborazioni delle grottesche antiche e rinascimentali, hanno mantenuto l'intatta brillantezza d'origine.
Già nel 1808 Francesco Milzetti dovette vendere la residenza per gravi dissesti finanziari. Ai conti Rondinini si deve il completamento, tra il 1830 e il 1851, dell'ala occidentale, degli arredi e del vasto giardino con la «capanna rustica» decorata a trompe l'œil da Romolo Liverani. Venduto allo Stato il 26 giugno 1973, il palazzo fu aperto al pubblico nel 1979 e dal 2001 ospita il museo. Il percorso si sviluppa al piano terra e al piano nobile: tra le sale, il Vestibolo del bagno, ellittico e dominato dal nero, decorato «all'uso delle Terme di Tito», con una cupola in cui sono raffigurate le Nozze di Nettuno e Anfitrite; il piccolo bagno, con una vasca incassata nel pavimento che in origine aveva acqua calda e fredda, una soluzione modernissima per l'epoca; la Camera per ricevere, con un soffitto «all'uso di Villa Adriana»; al piano nobile il Salone delle feste, o Galleria d'Achille, la Sala di Numa Pompilio, la Sala di Ulisse e il Gabinetto d'Amore.
La visita
Il palazzo è a Faenza e il museo è statale. Le fonti consultate non riportano orari né modalità di visita: vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Antonio Paolucci scrisse per una mostra del 2009 a Palazzo Milzetti che non si trova, né a Vienna né a San Pietroburgo né a Parigi, un edificio paragonabile per raffinatezza, eleganza e gusto del decoro interno a quello che Pistocchi edificò e Giani affrescò per il conte Francesco Milzetti.
