Carpineti

Provincia: Reggio Emilia · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 4.178 · CAP: 42033

Il Prato di Carpineto è nominato già nel 957, ma la cosa più interessante di questo territorio è che ci passava un confine. Prima dell'anno mille qui c'era Verabolo, sede di un pago romano e poi bizantino, e lungo il crinale fra i monti Valestra e Fosola correva con ogni probabilità il limes fra le terre di Bisanzio e quelle dei longobardi. Di quel confine è rimasta traccia in una cosa che nessuno si aspetterebbe: la chiesa locale, organizzata attorno all'antica pieve di San Vitale, dipendeva dal vescovo di Ravenna e non da quello di Reggio. I borghi, le chiese e le case torri sparse per il comune sono costruiti tutti con la stessa arenaria che si cava qui.

Sul crinale sta il castello romanico, la dimora che Matilde di Canossa preferiva, e da lassù si vedono insieme la valle del Secchia e quella del Tresinaro. Nel 1092 vi si tenne quello che le cronache chiamano il convegno di Carpineti: ecclesiastici e alleati della contessa discussero le proposte di pace di Enrico IV, e Matilde — spinta anche dalle parole veementi dell'eremita Giovanni da Marola — decise di non trattare e di continuare la guerra contro l'imperatore, che poco dopo fu sconfitto e umiliato a Canossa, a pochi chilometri da qui. Morta la contessa, Carpineti passò di signore in signore; nel Duecento giurò fedeltà al Comune di Reggio, ma di una fedeltà spesso dubbia. Di quella insofferenza è rimasto il ricordo del brigante Domenico Amorotto, nemico giurato del Guicciardini e dei signori di Reggio, che per anni comandò su queste montagne. Nella seconda guerra mondiale il comune contò centosei morti.

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