Il nome è mezzo latino e mezzo greco: Ladislao-polis, la città di Ladislao. Il principe Ladislao Odescalchi la fondò il 30 maggio 1888, ma non per regalare una spiaggia ai romani: attorno al suo castello di Palo era cresciuto un borgo, e lui volle spostare altrove abitanti e villeggianti. Fece tracciare la nuova città a un ingegnere, Vittorio Cantoni, su una striscia di terra fra due torrenti. Il giorno dopo la fondazione, però, Ladispoli diventò una frazione di Civitavecchia, e nel 1949 passò a Cerveteri: nata come città, ci mise decenni a diventare un comune.
Sotto c'è molto di più. Qui stava Alsium, uno dei tre porti dell'etrusca Cerveteri, colonia romana dal 272 avanti Cristo e poi villeggiatura di lusso: Cicerone ricorda le ville di Pompeo e di Cesare, e Plinio il Giovane ne ereditò una dal senatore Verginio Rufo — la tomba di Rufo, mai finita, sta ancora in fondo al lungomare di Marina di Palo. Nella strage della torre di Palidoro, nel settembre del Quarantatré, con Salvo D'Acquisto furono uccisi anche tre ragazzi di Ladispoli. Oggi la sabbia è scura e ferrosa, cercata un tempo per le sabbiature; la palude di Torre Flavia è un'oasi col rudere della torre nell'acqua, e al largo sembra stia comparendo una piccola barriera corallina. Ad aprile la sagra del Carciofo Romanesco riempie le strade; Roma è a mezz'ora di treno.