🏰 Castelli e palazzi

mura di Levanto

📍 Levanto, Liguria · 49/100

Nel 1242 le truppe dell'imperatore Federico II si presentarono davanti a Levanto e trovarono ad aspettarle il vecchio maniero dei Malaspina, che resse ogni assalto e salvò la popolazione rifugiata dentro. La lezione fu chiara: uno scalo che serviva le galee della Repubblica di Genova, alla quale il borgo si era dato spontaneamente nel 1229, non poteva restare indifeso. Nel 1265 si aprì il cantiere della cinta muraria, agganciata al castello che domina il paese da oriente.

Cosa vedere

Il castello ha pianta allungata, parallela alla costa e leggermente incurvata verso nord-est: proprio lì un torrione rotondo faceva da innesto alle mura. Da quel punto la cinta correva per circa 500 metri complessivi. Scendeva il declivio verso nord-ovest, piegava a nord con un andamento arcuato, passava dietro l'abside della parrocchiale di Sant'Andrea e dietro piazza Massola, e raggiungeva quella che allora era la foce del torrente Cantarana. Su quelle sponde restano in piedi le torri della porta detta del Fossato, o dell'Acqua.

Superata la porta il muro risale il colle della Costa, alle spalle della chiesa di Santa Maria della Costa e dell'oratorio di San Giacomo, e tocca la quota più alta nella torre dell'orologio, a pianta rotonda, tuttora esistente. Da lì ridiscendeva fino all'imbocco di via Guani, dove si apriva la porta di San Cristoforo, per chiudersi in piazza del Popolo con la porta della Marina. Un lascito testamentario del 1550 finanziò l'ammodernamento della cinta e la fortificazione dello stagno largo, a nord dell'attuale via Garibaldi.

La visita

Non esiste un percorso a pagamento: le mura sono tessuto urbano, inglobate in case, orti e scalinate, e si seguono a piedi partendo dal centro storico. Vale la pena cominciare da piazza del Popolo, che nel Medioevo era acqua di porto e non pavimentazione, e salire verso la torre dell'orologio: il dislivello è contenuto, ma i gradini sono parecchi e d'estate conviene affrontarli presto la mattina. Alcuni tratti sono stati demoliti nel Novecento, quindi la cinta si legge a segmenti e non come un anello continuo.

Il consiglio della redazione

Prima di partire cerchiamo le planimetrie di Matteo Vinzoni, cartografo levantese del Settecento, che disegnò il borgo quando le mura erano ancora integre: con quelle in testa si capisce dove la spiaggia è avanzata di decine di metri e perché il porto finì insabbiato. Poi chiediamo in paese delle due gallerie che secondo la tradizione partivano dal castello, una verso la spiaggia della Pietra e l'altra sotto l'abitato fino alla chiesa dell'Annunziata: nessun documento le attesta, ma il racconto circola ancora.

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