Il nome ufficiale di questo paese della pianura cremonese ha una traduzione regolare in dialetto, Casalèt de Sura, ma il paese ne ha anche un secondo che con il primo non c'entra nulla: La Melòta. Le fonti lo registrano accanto all'altro senza spiegarlo, come si fa con le cose che in un posto sanno tutti e nessuno racconta più. E il dialetto, poi, non è quello di Cremona: è cremasco, la parlata della zona di Crema. Basta questo per capire da che parte guarda Casaletto di Sopra, pur stando in provincia di Cremona.
Per essere un comune di 548 abitanti ha parecchi vicini: ne confina otto, da Soncino e Fontanella a Offanengo, Ricengo, Romanengo, Camisano, Ticengo e Barbata. Lo dicono anche le strade. Le tre provinciali che lo riguardano portano tutte due nomi — Castelleone-Casaletto di Sopra, Soncino-Casaletto di Sopra, Casaletto di Sopra-Bottaiano — e il paese sta sempre a un capo. La prima, però, resta provinciale solo fra l'abitato e il confine di provincia: il tratto verso Romanengo è stato declassato. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 18 ottobre 2002, e il drappo è partito di porpora e di azzurro: la porpora, nei gonfaloni, si vede di rado.