Nel 1414 il condottiero Cabrino Fondulo accompagnò al castello di questo paese l'imperatore Sigismondo, e con lui c'erano tutti e tre i contendenti al papato: Gregorio XII, Benedetto XIII e Giovanni XXIII. Tre papi e un imperatore in una torre della bassa cremonese, alla vigilia del concilio che avrebbe dovuto rimettere ordine nella Chiesa. Davanti allo stesso castello, poco dopo, il conte di Carmagnola si fermò senza osare attaccare le armate imperiali. Non sempre andò così bene: fra il 1426 e il 1427 il borgo fu saccheggiato e occupato dai veneziani, e di nuovo nel 1509, nel 1516 e nel 1648.
Il paese si chiamava Torre de' Malamberti, dal nome della famiglia cremonese che possedeva queste terre e che compare nei documenti già nel 1278; i Picenardi arrivarono nel secolo dopo e ci restarono fino al Novecento, tanto che il primo gennaio del 1868, quando furono aggregati quattro comuni vicini, il nome cambiò in Torre de' Picenardi. Nel 1866, dopo la battaglia di Custoza, nel castello si installò il quartier generale dell'esercito italiano del generale La Marmora. Lo stemma, concesso nel 1967, non ha simboli araldici: è il disegno della facciata di villa Sommi Picenardi vista da est. E il comune continua a crescere: il primo gennaio 2019 ha incorporato Ca' d'Andrea, dopo il referendum dell'anno prima.
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Nei dintorni di Torre de' Picenardi
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