La cattedrale di San Pietro apostolo è il duomo di Senigallia. È la quinta cattedrale della città: fu costruita tra il 1762 e il 1790, su progetto dell'architetto Paolo Posi, al posto di una chiesa dei gesuiti, e consacrata il 4 luglio 1790. La facciata è della seconda metà dell'Ottocento, voluta e pagata da papa Pio IX, nato a Senigallia, su progetto di Augusto Innocenti. I terremoti del 1836, del 1930 e del 1997 imposero diversi restauri; l'ultimo tenne chiusa la chiesa per cinque anni. Nel 1932 fu elevata a basilica minore.
Cosa vedere
L'interno è a croce latina, a tre navate divise da pilastri, con cupola. Tra le opere ci sono il Riposo durante la fuga in Egitto di Federico Barocci, la Madonna della Speranza di Ercole Ramazzani, San Paolino e Santa Maria Maddalena di Domenico Corvi e l'Assunta di Alessandro Tiarini; nella navata centrale si alza una grande statua in bronzo di Pio IX.
La cappella ellittica della Madonna della Speranza, dell'architetto Giuseppe Ferroni, fu aperta il 29 aprile 1838: all'esterno ha otto colonne corinzie in diaspro siciliano su basi di marmo giallo, all'interno la Madonna della Speranza, copia o restauro di una tela di Ramazzani del 1578. Nella cantoria di destra c'è un organo di Carlo Vegezzi Bossi del 1906.
La visita
Orari delle messe e di apertura vanno verificati con la diocesi di Senigallia. Nel 1931 la chiesa fu decorata anche con affreschi di Giovanni Marchini.
Il consiglio della redazione
Chiedete di vedere la sagrestia: vi si conserva il sarcofago di san Gaudenzio, del VI secolo, con i simboli degli evangelisti agli angoli del coperchio; un'iscrizione ricorda che il vescovo Sigismondo vi pose le reliquie del santo nel 590, poi trafugate nel 1520 e portate a Ostra.
