La chiesa della Croce di Senigallia, vicino a piazza Roma, fu costruita per la Confraternita del Sacramento e della Croce e porta la data del 1608. La eresse Girolamo Marini da Barchi, probabilmente su disegno di Muzio Oddi, architetto della corte di Urbino. L'esterno tardo rinascimentale contrasta con l'interno barocco, tutto rivestito di legno dorato.
Cosa vedere
La facciata è divisa da quattro lesene con capitelli compositi; il timpano, molto sporgente e con un oculo, è ornato come i capitelli e il cornicione da decorazioni in pietra d'Istria, e sul cornicione si leggono il nome della confraternita e la data di consacrazione. Sulla porta c'è un ammonimento di sant'Agostino: se ti esalti Dio fugge da te, se ti umili viene da te. L'interno è rettangolare, con pareti di legno dorato scolpito e un soffitto a cassettoni con arabeschi e, al centro, i simboli della croce e dell'eucaristia.
Gli altari sono sette, in origine ciascuno di una corporazione. Sull'altare maggiore, dentro un fastoso fondale, c'è il Trasporto di Cristo al sepolcro di Federico Barocci, che disegnò anche la cornice: la tela risente della Pala Baglioni di Raffaello e si apre al centro sulla veduta del Palazzo Ducale di Urbino. Ai lati quattro opere del senigalliese Giovanni Anastasi, con la Natività, l'Adorazione dei Magi e l'Annunciazione; sotto l'altare è custodito un Cristo morto in legno del Seicento.
La visita
Nella chiesa si pratica ogni giorno l'adorazione eucaristica; sulla cantoria in controfacciata c'è un organo della bottega veneta dei Callido, con una sola tastiera di 45 tasti. Orari da verificare.
Il consiglio della redazione
Guardate il primo altare a sinistra, dedicato a santa Barbara, patrona di bombardieri e artiglieri: le colonne hanno la forma di canne di cannone e i fregi sono palle, squadre e sciabole. La pala della santa è di Claudio Ridolfi, allievo del Barocci.
