Il Museo Pio IX di Senigallia raccoglie quadri, arredi e oggetti appartenuti a papa Pio IX e alla sua famiglia, i Mastai Ferretti. Ha sede nel palazzo Mastai Ferretti, dove nacque Giovanni Maria Mastai Ferretti, il futuro papa; la famiglia si era stabilita a Senigallia nel 1557. Il palazzo passò poi ad altre famiglie, tra cui gli Augusti Arsilli, e alla fine dell'Ottocento vi abitarono i francesi Bellegarde de Saint Lary.
Cosa vedere
Il museo è al primo piano, mentre al pianterreno c'è la biblioteca. La prima sala, il salone di rappresentanza, è decorata da 17 tele con episodi dell'Antico Testamento, quattro sibille e un autoritratto del pittore senigalliese Giovanni Anastasi, con tre cassapanche marchigiane dipinte forse dallo stesso. La sala dell'amnistia espone due tele con il testo dell'amnistia del 16 luglio 1846 e paramenti usati dal papa; il suo soffitto a stucchi è l'unico del palazzo non danneggiato dal terremoto del 30 ottobre 1930.
Seguono la sala dei viaggi, con quadri dei viaggi del papa, e quella del medagliere, con medaglie commemorative del lungo pontificato, un crocifisso d'avorio e il modellino della colonna dell'Immacolata innalzata nel 1856 in piazza di Spagna. Nella stanza natale ci sono il letto a baldacchino e gli abiti usati nei soggiorni a Senigallia; una piccola cappella ha sull'altare una Madonna del Sassoferrato, e l'ultima sala raccoglie le monete della zecca pontificia degli anni 1846-1878.
La visita
Aperto nel 1892, il museo fu chiuso all'inizio del Novecento, quando molte opere furono vendute all'asta a Milano; nel 1909 il palazzo fu comprato dall'arcivescovo di New York e poi concesso alla diocesi. Dopo i danni dei terremoti del 1930 e del 1972, il museo riaprì l'8 febbraio 1976. Orari e biglietti vanno verificati con la diocesi.
Il consiglio della redazione
Per completare la visita, la facciata della cattedrale di Senigallia, a pochi passi, fu voluta e pagata proprio da Pio IX, la cui statua in bronzo domina la navata centrale.
