La Palazzina Azzurra è un edificio storico di San Benedetto del Tronto, tra viale Bruno Buozzi e viale Olindo Pasqualetti, poco lontano dal torrente Albula. Fu costruita fra il 1930 e il 1934 in stile razionalista, su progetto di Luigi Onorati, ingegnere capo del Comune, per l'Azienda autonoma di cura, soggiorno e turismo, che voleva un luogo di ritrovo e divertimento per i villeggianti; fu inaugurata il 1º settembre 1934, e nel 1935 il progetto fu pubblicato sulla rivista Architettura.
Cosa vedere
L'edificio, a due piani e dipinto d'azzurro, sorge accanto ai campi da tennis e al Circolo Forestieri. Al piano terra c'erano il bar, i salotti e i servizi; al primo piano, raggiunto da una scalinata, la sala di lettura, due salotti, uno spogliatoio e un fumoir. I salotti hanno pareti curve a vetrate, con vista sulla pineta e sui campi sportivi. Intorno c'è un giardino mediterraneo con palme, rose e aranci, e una zona per i concerti all'aperto con una vecchia fontana a conchiglia, spesso scelta per i matrimoni.
Nel dopoguerra divenne uno dei ritrovi serali e delle sale da ballo più frequentati, fino agli anni Ottanta, con artisti come Mike Bongiorno, Adriano Celentano, Sergio Endrigo, Claudio Villa e Mina. Dopo un periodo di decadenza, il restauro voluto dal Comune nel 1996 l'ha trasformata in uno spazio per l'arte, con sale espositive in cui negli anni sono state esposte opere di Andy Warhol, Mario Schifano, Fulvio Roiter, Ugo Nespolo, Enrico Baj e Andrea Pazienza.
La visita
La Palazzina ospita mostre ogni anno: programma e orari vanno verificati con il Comune.
Il consiglio della redazione
Nel cortile c'è «Vale & Tino», la grande scultura in neon colorato di Marco Lodola.




