La torre dei Gualtieri, il mastio dell'antica rocca, chiamata in dialetto «lu Turriò» o «lu Campanò», si alza in piazza Giuseppe Sacconi, nel cuore del Paese Alto di San Benedetto del Tronto, vicino alla chiesa abbaziale di San Benedetto Martire e all'area archeologica della villa marittima. È il simbolo monumentale della città e oggi ospita mostre e manifestazioni culturali. Nel 1146 il vescovo Liberto di Fermo concesse ai fratelli Gualtieri il privilegio di costruire una torre a difesa del Castrum Sancti Benedicti, e la custodia fu affidata ai nobili Berardo e Azzo, figli di Gualtiero.
Cosa vedere
Nella torre viveva il castellano, che mandava ordini e segnali alle altre fortificazioni della marca fermana, soprattutto alla rocca di Acquaviva Picena; c'erano anche cunicoli sotterranei per le sortite. È alta circa 20 metri, in mattoni, con una pianta esagonale allungata «a doppio puntone», pensata per resistere meglio ed eliminare gli angoli ciechi per i difensori: i lati misurano cinque metri e i muri sono spessi un metro e mezzo. In cima ha un apparato a sporto su beccatelli e caditoie e una merlatura ghibellina, ricostruiti nel restauro del 1901 progettato da Giuseppe Sacconi; un secondo restauro, concluso nel dicembre 2001, l'ha resa di nuovo visitabile e illuminata di notte.
Dentro si sale per più livelli: al piano terra, con l'ingresso aperto fra il 1767 e il 1790, una botola porta al vano sotterraneo; al primo piano c'è l'antica postierla, l'ingresso originale a circa sei metri d'altezza, raggiunto un tempo con una scala di legno retrattile; al secondo piano il meccanismo a pendolo dell'orologio. La terrazza merlata ospita due campane di bronzo: la maggiore pesa più di duemila chili, fu rifusa nel luglio 1852 a spese del municipio con l'aiuto della marineria e porta figure dell'Annunciazione, di san Vincenzo Ferrer e della Crocifissione.
La visita
La torre è inserita nei percorsi di apertura al pubblico del Comune: giorni e orari vanno verificati prima.
Il consiglio della redazione
Dalla terrazza lo sguardo arriva a nord fino a Grottammare, a sud fino a Martinsicuro e alla foce del Tronto, a ovest verso Acquaviva Picena e a est sull'Adriatico.




