Il nome è un'invenzione dell'Ottocento: nel 1862 il paese, che si chiamava Santa Anatolia dal castrum medievale, unì il nome romano Aesa a quello della martire e diventò Esanatoglia. Sullo stemma restano il giglio, la palma e la spada della santa, e sotto c'è il mare, che qui non significa mare: sta per l'Esino, il fiume che nasce sopra il paese.
Nelle case del borgo si vedono ancora le tre porte: quella di tutti i giorni, quella degli sposi e quella del morto, da cui si faceva uscire il defunto. Sopra, l'abbazia di Sant'Angelo era il monastero più importante della zona e aveva una biblioteca famosa: quando nel 1443 Francesco Sforza prese il paese con l'aiuto dei matelicesi, non si salvò.
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