La cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Andria, sede vescovile dell'omonima diocesi e monumento nazionale; vi sono venerate la Sacra Spina, che secondo la tradizione appartiene alla corona di spine di Gesù, e le spoglie di san Riccardo, vescovo di Andria, mentre nella cripta riposano due mogli di Federico II di Svevia, Isabella II di Gerusalemme e Isabella d'Inghilterra.
Cosa vedere
La facciata, progettata dall'architetto Federico Santacroce, è del 1844; la parte superiore fu modificata nei restauri del 1960-65 sul modello romanico, con rosone e monofore. Il campanile, alto cinquanta metri, sorge su una torre a base quadrata di epoca longobarda, sollevata dai Normanni fino al torrino ottagonale, la cui cuspide culmina con un gallo verdastro, simbolo di san Pietro. L'interno ha tre navate che si innestano sul transetto, dal soffitto ligneo riccamente decorato, e dieci cappelle laterali, cinque per lato, riaperte con i restauri del 2005-2008. Il «cappellone», della fine del Quattrocento, è dedicato al patrono san Riccardo, con sedici formelle e dieci bassorilievi in pietra locale che ricordano miracoli ed episodi della sua vita; sulla destra del presbiterio la cappella della Sacra Spina conserva la reliquia donata alla cattedrale da Beatrice d'Angiò il giorno delle nozze con il duca Beltrando del Balzo. Nella profonda abside c'è uno splendido coro ligneo proveniente dalla chiesa di San Domenico, raro documento della cultura del legno fra Tardogotico e primo Rinascimento in Puglia. Alla cripta, o chiesa di San Pietro, si scende dal transetto: ha due navate a volta a crociera con colonne di spoglio, un affresco del Cristo Pantocratore con la scritta «Lux ego sum mundi» e le tombe sveve di Isabella II di Gerusalemme e Isabella d'Inghilterra.
La cattedrale fu fatta costruire da Goffredo d'Altavilla, signore di Andria, su una chiesa precedente dedicata a san Pietro, che oggi corrisponde alla cripta; le fonti indicano la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. A metà del Trecento fu saccheggiata dall'esercito del re Luigi I d'Ungheria; nel 1414 il duca Francesco I del Balzo la fece ampliare, con un grande arco a sesto acuto fra basso e alto presbiterio e la costruzione dell'abside. Il 13 febbraio del 1503 i tredici cavalieri italiani guidati da Ettore Fieramosca giurarono nella cappella di San Riccardo «Vittoria o Morte», prima della Disfida di Barletta: una lapide all'esterno lo ricorda. La chiesa fu modificata nel Seicento, nel Settecento e nell'Ottocento, quando furono costruiti la facciata e il porticato esterno.
La visita
La cattedrale si trova ad Andria; orari di apertura e delle celebrazioni, e accesso alla cripta, vanno verificati presso la diocesi o la parrocchia, perché le fonti consultate non li indicano.
Il consiglio della redazione
Scendete nella cripta per le tombe sveve delle due Isabelle e per il Cristo Pantocratore, e cercate all'esterno la lapide del 13 febbraio 1503 che ricorda il giuramento dei tredici cavalieri prima della Disfida di Barletta.
